Il lato oscuro della discarica di Brissogne


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I lavori della così detta riprofilatura stanno procedendo a passo di lumaca. Come si vede si tratta di un intervento disordinato, difficile, complicato e costoso, effetto come minimo di cattiva pianificazione.
Ha senso spendere 3 milioni di euro per smontare la copertura del versante sud della discarica di Brissogne per aggiungere altri rifiuti su un terreno in forte pendenza? Sono mesi che ci lavorano e, per quello che ho potuto vedere, la deposizione dei rifiuti sul pendio non è ancora iniziata. Poiché il resto della discarica è ormai saturo dove finiranno i rifiuti indifferenziati prodotti dai valdostani nelle prossime settimane?

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Sarre verso Rifiuti0 (e ci arriverà presto)

La Festa patronale di Sarre replica, per il secondo anno, l’obiettivo Rifiuti Zero!

Saranno i santi patroni, sarà la magia delle feste di paese, saremo bravi noi e i volontari della Pro Loco….ma a Sarre succede sempre così, aumentano i partecipanti alle iniziative e i risultati schizzano alle stelle!
350 sono i commensali che hanno partecipato al pranzo con carne all’asado, (e sarebbero stati molti di più se ci fossero stati i posti disponibili), ma i rifiuti prodotti di secco non riciclabile sono paragonabili a quelli di un pranzo di famiglia.
A differenziare tutto, passateci il termine, come Dio comanda, questo è stato il prodotto finale che andrà in discarica, un sacco nero contenente:

* alcune tovaglie in tessuto- non tessuto sintetico (l’amministrazione ha comprato poi quelle in pura cellulosa).

* tovaglioli di carta usati.

* vassoi in cartoncino sporchi di cibo e olio.

Ecco tutto. Si, abbiamo detto TUTTO.

In #discarica ci finirà solo questo (vedi TgrVda).

E il resto?
Il resto è tutto riciclabile e ben diviso e verrà rivenduto ai consorzi, con risparmio per i cittadini.
Oggi non vi annoieremo, perché ormai lo diciamo da anni.
Ci godiamo questo bel risultato e vi lasciamo curiosare tra le foto ricordo di questa bella festa riuscita.
Un ringraziamento ai cuochi che hanno cucinato in modo sublime e ai volontari della Pro Loco di Sarre che hanno collaborato con entusiasmo.
Un saluto speciale alla signora Ivana e ad Anthony, che ci hanno aiutato in questa nostra ennesima sfida!
Come vedete, è un gioco da bambini, basta volerlo!

 

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QUESTO PIRO NON S’HA DA FARE NE’ ORA NE’ MAI!

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Una bella notizia nel giorno dell’assemblea annuale di ValleVirtuosa. Il Consiglio di Stato sancisce che non si deve dare corso all’appalto per il piro.
Niente 22 milioni di Euro chiesti da chi si era aggiudicato l’appalto “un evento del tutto fisiologico la possibilità che all’aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto non segua quella definitiva”.
Sempre nelle motivazioni, ciò che ci deve far gioire è che la Regione, revocando l’appalto, ha modificato i propri intenti nella gestione dei rifiuti, puntando verso trattamenti a freddo “ritenendo antieconomici quelli a caldo”, ma soprattutto che gli indirizzi sono coerenti con la direttiva del Parlamento europeo la quale stabilisce quale sia la gerarchia dei rifiuti e prevede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per promuovere il riutilizzo dei prodotti, aumentando le percentuali di raccolta differerenziata.

Vittoria su tutta la linea con le motivazioni che insieme abbiamo portato avanti dai tempi della petizione in cui 11.000 valdostani chiedevano di fermare la macchina: i trattamenti a freddo sono vantaggiosi per l’ambiente e per le tasche (oltre che per la salute)

Oggi è il giorno dei festeggiamenti, da domani si continua per la strada che abbiamo intrapreso controcorrente più di 5 anni fa. I cittadini si sono dimostrati pronti e decisamente più avanti delle istituzioni, adesso non ci sono veramente più scuse, è arrivato il momento di introdurre la raccolta dell’organico e il porta a porta su tutto il territorio, adottare la tariffa puntuale e realizzare la fabbrica dei materiali, #rifiutiZero è il nostro obiettivo!

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#vdazerowaste

Cari amici e amiche,

è con grande entusiasmo che Valle Virtuosa lancia oggi la sua campagna di crowdfunding, attraverso la piattaforma Produzioni dal Basso.

A voi, che in questi anni ci avete sempre supportato e che avete reso possibili i traguardi importanti che abbiamo raggiunto, chiediamo un piccolo contributo per permetterci di proseguire con il nostro lavoro per fare della Valle d’Aosta la prima regione a Rifiuti Zero d’Italia.
Cliccate su questo link https://www.produzionidalbasso.com/…/valle-daosta-zero-was…/
per fare una donazione e condividete il nostro video promozionale e l’hashtag ‪#‎vdazerowaste‬ per aiutarci a diffondere il messaggio.

Se ognuno di quei 50.000 valdostani che votarono al referendum decidesse di donare anche solo un euro, potremmo concentrarci sul raggiungimento del nostro obiettivo per gli anni a venire, senza essere costantemente limitati dalla mancanza di fondi.

Il 18 novembre 2012 abbiamo imparato che, con il vostro aiuto, nessun obiettivo è troppo ambizioso, e che insieme possiamo cambiare la storia.

Facciamo che succeda ancora!

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Nuovo Piano Rifiuti: come gettare al vento l’ennesima occasione

IL “NUOVO” PIANO DEI RIFIUTI, UN PIANEROTTOLO “VERSO RISPARMIO ZERO”!

Sgomberiamo il campo da fraintendimenti, strumentalizzazioni, interpretazioni varie. Il “Nuovo” Piano Rifiuti uscito dal Consiglio di mercoledì 15 dicembre, discusso in una sala distratta e a momenti semideserta, varato con i voti favorevoli di UV, SA e PD, con l’astensione di Alpe e UVP e con il solo voto contrario del M5S, è un piano che nasce già vecchio, timido, che si presta a qualunque manipolazione, in una parola: un pianerottolo!

Siamo fermi ad un pianerottolo di un edificio tutto da costruire.

Un piano in cui non c’è la determinazione a risolvere il problema della gestione dei rifiuti in Valle, men che meno il coraggio di abbracciare la strategia Rifiuti Zero, accennata di tanto in tanto solo nei termini ma non nella sostanza.

E’ un piano che promette una raccolta differenziata al 70% entro il 2020 quando si doveva raggiungere il 65% già nel 2012 e che lascia tutto a verifiche successive e a valutazione in corso d’opera per i prossimi 5 anni.

E’ un piano che non punta fermamente verso la raccolta porta a porta spinta, condizionata da un investimento sbagliato in centinaia di contenitori seminterrati (molok), per questo errore a monte (gli errori se si riconoscono si possono superare invece che continuare a sbagliare) sarà difficile arrivare ad una tariffa puntuale per far pagare meno i cittadini.

E’ un piano che non regolamenta, in maniera univoca, la selva dei differenti appalti di raccolta rifiuti dei subATO.

E’ un piano che non pone indicazioni decisive sugli impianti che dovranno trattare i futuri flussi dei rifiuti, rimandando tutto a dopo il 2020 e dopo eventuali verifiche al piano stesso.

Per finire, non suggerisce un indirizzo gestionale decisivo tra pubblico o privato.

E del resto che cosa ci potevamo aspettare da un piano in cui vi ha messo le mani quel tecnico che solo alcuni anni fa aveva suggerito alla Regione di bruciare l’intera discarica nell’inceneritore, previsto all’epoca per la nostra Valle?

E oggi quello stesso tecnico, che redige il piano per il futuro dei

Valdostani, viene contemporaneamente pagato come consulente di parte per le aziende costruttrici del pirogassificatore.

Noi promotori, per la nostra regione, della strategia Rifiuti Zero in questi anni, a titolo completamente volontario, abbiamo organizzato decine di serate con chiunque ce lo chiedesse, abbiamo coinvolto esperti mondiali e amministratori di eccellenza in giro per l’Italia, abbiamo offerto consulenze di questo calibro, gratuitamente, all’Amministrazione regionale, maggioranza e opposizione.

Abbiamo depositato le nostre osservazioni al Piano in sede di VAS e non abbiamo ricevuto una sola risposta dagli organi competenti.

Abbiamo offerto uno studio commissionato alla Scuola Agraria del Parco di Monza, su una soluzione tecnica che va nella direzione da noi auspicata: massimizzare il recupero di materia e rendere ai minimi termini gli smaltimenti in discarica. La fabbrica dei materiali per andare verso Rifiuti Zero. Tutto fattibile, dati alla mano. Soluzioni poco costose (probabilmente troppo poco), rispettose dell’ambiente, che avrebbero fatto risparmiare i cittadini, o meglio, avrebbero premiato chi meno produce rifiuto, chi meglio ricicla.

Adesso è giusto che i cittadini sappiano che il nuovo piano rifiuti non porterà nessun beneficio alle loro tasche stremate, è anzi sicuro che le tasse sui rifiuti aumenteranno. Abbiamo fatto tutto quanto era umanamente possibile perché chi decide delle nostre vite operasse delle scelte a favore della gente e non dei grandi interessi.

Noi abbiamo cercato di parlare con tutti perché l’interesse E’ superiore e l’unico nostro interesse E’ il bene della collettività valdostana.

I Valdostani sapranno presto rendersi conto e capire che questa soluzione non va nella direzione giusta e tornare a mobilitarsi tutti insieme perché solo insieme si cambiano le cose.

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L’Etica, questa sconosciuta!

L’associazione VV, dopo aver attentamente letto e valutato la sentenza del TAR esprime sgomento e indignazione per un fatto gravissimo.

Nel testo della sentenza si legge: “La parte ricorrente, cioè l’ATI che si era aggiudicata l’appalto, ha depositato due consulenze tecniche di parte, la cui produzione è stata contestata dalla Regione, poiché effettuate da tecnico che ha collaborato alla redazione del Piano regionale dei Rifiuti….”

In sintesi: un tecnico, una società, pagati dalla Regione per redigere il nuovo piano dei rifiuti, ha redatto, ovviamente dietro compenso, una CTP (consulenza tecnica di parte) a favore delle società che volevano costruire il Piro.

Una consulenza di parte, lo dice la parola stessa, mira a evidenziare che l’unico modo per gestire i rifiuti è bruciarli. Se a farlo è chi ha scritto pochi mesi prima che la Regione deve tendere a Rifiuti Zero, che si possono gestire i rifiuti molto meglio senza camini, le cose non tornano!

Ogni altro professionista, avvocato, ingegnere, architetto, verrebbe immediatamente e giustamente radiato dall’albo!

La CTP è stata depositata nel corso del processo e la Regione è quindi a conoscenza di questo fatto da ormai molti mesi e nessuno ha fatto e detto niente. È inaccettabile che quel tecnico possa ancora scrivere anche una sola riga del piano, e che venga pagato dalla Regione, ovvero come al solito con i soldi nostri!

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RISPOSTE

Ieri abbiamo chiuso il nostro comunicato stampa cosi:

Presidente Rollandin, noi siamo pronti, lo siamo sempre stati perché abbiamo creduto fin dall’inizio che non si potesse scherzare con la salute e con le tasche dei cittadini, siamo pronti a sostenere in ogni modo le scelte fatte dalla Regione dopo il 18 novembre 2012, lei lo è?”

 

Questa è la risposta. Da Aostasera di oggi, 23 ottobre 2015

“Le valutazioni tecniche alla base di questa sentenza vanno nella direzione su cui si era basata la richiesta del Pirogassificatore”. Così il Presidente della Regione, Augusto Rollandin commenta, a margine della conferenza stampa di Giunta la sentenza del Tar di Aosta.

“La problematica ha avuto un decorso che ha portato le forze politiche a valutare, giustamente, il responso popolare ma la logica con cui si sta legiferando è che ogni regione deve essere autonoma. Come dice la sentenza, con la procedura a freddo non siamo autonomi. Non è pensabile arrivare alla soluzione a rifiuti zero”.

Il Presidente della Regione ha poi confermato il ricorso al Consiglio di Stato con la richiesta di sospensiva.

E questo, è quanto dichiarò a ottobre 2011 quando il consiglio, per appello nominale, rigettò la richiesta di moratoria.

Nelle dichiarazioni di voto, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha detto che “la mozione è molto precisa: si vuole sospendere l’attività amministrativa della Regione, cosa che non ha senso. Non ci si può fermare in un momento in cui le cose procedono come previsto. E voglio sottolineare che è stata una scelta condivisa da tutti ed è il frutto di mesi di un confronto serio. La valutazione è stata fatta con cognizione di causa, attraverso un dibattito molto approfondito. A oggi, siamo quindi convinti che la soluzione del pirogassificatore sia la soluzione migliore. Non condividiamo l’impostazione della mozione ed è il motivo per cui la respingiamo.

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NON CI STIAMO!

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Quasi tre anni fa i cittadini valdostani scrivevano una pagina importante della storia della nostra regione e non solo. “IL” referendum sul piro è stato portato ad esempio in molte comunità per ribadire un concetto importantissimo: non si specula sulla pelle della gente.

In questi tre anni, con toni ancora aspri e con la fatica che il cambiamento di mentalità comporta, PER TUTTI, stiamo scrivendo, con il contributo collettivo, cittadini, esperti di fama mondiale e istituzioni, un’altra pagina importante, una Valle d’Aosta all’avanguardia che punta a Rifiuti Zero e che potrebbe diventare un esempio per le altre comunità.

In tutti questi anni, prima e dopo il referendum, la strada è stata costellata da sentenze giudiziarie che, giova ricordarlo, non ci sarebbero mai state se il Consiglio Regionale di ottobre 2011 avesse dato corso alla richiesta di moratoria scaturita dalla petizione firmata da 11.000 cittadini.

Siamo punto e a capo? NO

Non è mai troppo tardi!

L’Europa va avanti, ha già deciso che per il 2020 non si dovrà più bruciare tutto ciò che è compostabile e riciclabile.

L Europarlamento chiede, da tempo, ormai, di non dare, non finanziare, non destinare fondi all’incenerimento, il quale, tra l’altro, in assenza di contributi, comporta notevoli rischi finanziari per i proponenti e quindi, a cascata, per i cittadini. Il caso di Parma è emblematico.

La linea guida è evidente, l’incenerimento sarà progressivamente residuale fino a sparire.

Solo l’Italia e quindi noi Valdostani andiamo in controtendenza?

Ora il compito spetta alla politica, quella vera, quella che è servizio alla Comunità che si ha l’Onore e l’Onere di Rappresentare e Amministrare.

Presidente Rollandin, noi siamo pronti, lo siamo sempre stati perché abbiamo creduto fin dall’inizio che non si potesse scherzare con la salute e con le tasche dei cittadini, siamo pronti a sostenere in ogni modo le scelte fatte dalla Regione dopo il 18 novembre 2012, lei lo è?

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12 NUOVI INCENERITORI ZERO BUONE PRATICHE

Anche la Valle d’Aosta ha partecipato alle Giornate di mobilitazione nazionale contro l’art. 35 del DL Sblocca Italia, contro la costruzione di 12 nuovi inceneritori e contro l’ampliamento di quelli già esistenti.

Le associazioni del Comitato Si può Fare hanno volantinato nelle giornate del 7-8-9 settembre nel centro di Aosta e nel pomeriggio di oggi hanno improvvisato un presidio davanti al Palazzo regionale per ricordare che dopo il referendum non torneremo mai più indietro sulla strada dell’incenerimento.

Oggi “un click per la salute” ha immortalato il nostro piccolo presidio che andrà ad unirsi ai cortei, flash-mob e manifestazioni di tutta Italia contro ogni forma di incenerimento sul territorio nazionale e per la promozione di un cammino sempre più determinato verso Rifiuti Zero.

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Lardo Dop verso Rifiuti Zero

Con un po’ di ritardo ecco il mini reportage sulla festa del lardo di Arnad.

Il LARDO DOP è ancora più buono se la festa è a Rifiuti Zero….!!!

Congratulazioni al comitato Lo Doil per la novità 2015 davvero Virtuosa!

Sostituire alle stoviglie monouso quelle riutilizzabili e lavabili, evitando di conferire nei rifiuti almeno 7/8 q di plastica, è una iniziativa che merita, oltre al nostro virtuometro in rialzo, anche tutta la nostra approvazione e soddisfazione!

Piatti di plastica rigida lavabili, bicchieri in vetro e posate in acciaio…..Evviva!!!

Finalmente una scelta che speriamo diventi al più presto contagiosa per tutte le sagre e le manifestazioni valdostane.

Ci permettiamo, vista la bella ed intelligente iniziativa, di dare un suggerimento:
…e se nelle prossime sagre (almeno quelle organizzate dai Comuni vicini ad Arnad) le Pro Loco o altri organizzatori vi affittassero le stoviglie per metà prezzo rispetto a quello che solitamente viene speso nell’acquisto dei kit in plastica o Mater-B?

Le Pro Loco o le associazioni risparmierebbero subito il 50% e voi vi ripaghereste l’investimento fatto in poco tempo….così avremo due vantaggi: ecologico ed economico!!
….e le altre sagre, seguendo il vostro esempio, si potranno mettere sul cammino verso Rifiuti Zero….
Che ne dite?

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