QUESTO PIRO NON S’HA DA FARE NE’ ORA NE’ MAI!

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Una bella notizia nel giorno dell’assemblea annuale di ValleVirtuosa. Il Consiglio di Stato sancisce che non si deve dare corso all’appalto per il piro.
Niente 22 milioni di Euro chiesti da chi si era aggiudicato l’appalto “un evento del tutto fisiologico la possibilità che all’aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto non segua quella definitiva”.
Sempre nelle motivazioni, ciò che ci deve far gioire è che la Regione, revocando l’appalto, ha modificato i propri intenti nella gestione dei rifiuti, puntando verso trattamenti a freddo “ritenendo antieconomici quelli a caldo”, ma soprattutto che gli indirizzi sono coerenti con la direttiva del Parlamento europeo la quale stabilisce quale sia la gerarchia dei rifiuti e prevede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per promuovere il riutilizzo dei prodotti, aumentando le percentuali di raccolta differerenziata.

Vittoria su tutta la linea con le motivazioni che insieme abbiamo portato avanti dai tempi della petizione in cui 11.000 valdostani chiedevano di fermare la macchina: i trattamenti a freddo sono vantaggiosi per l’ambiente e per le tasche (oltre che per la salute)

Oggi è il giorno dei festeggiamenti, da domani si continua per la strada che abbiamo intrapreso controcorrente più di 5 anni fa. I cittadini si sono dimostrati pronti e decisamente più avanti delle istituzioni, adesso non ci sono veramente più scuse, è arrivato il momento di introdurre la raccolta dell’organico e il porta a porta su tutto il territorio, adottare la tariffa puntuale e realizzare la fabbrica dei materiali, #rifiutiZero è il nostro obiettivo!

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#vdazerowaste

Cari amici e amiche,

è con grande entusiasmo che Valle Virtuosa lancia oggi la sua campagna di crowdfunding, attraverso la piattaforma Produzioni dal Basso.

A voi, che in questi anni ci avete sempre supportato e che avete reso possibili i traguardi importanti che abbiamo raggiunto, chiediamo un piccolo contributo per permetterci di proseguire con il nostro lavoro per fare della Valle d’Aosta la prima regione a Rifiuti Zero d’Italia.
Cliccate su questo link https://www.produzionidalbasso.com/…/valle-daosta-zero-was…/
per fare una donazione e condividete il nostro video promozionale e l’hashtag ‪#‎vdazerowaste‬ per aiutarci a diffondere il messaggio.

Se ognuno di quei 50.000 valdostani che votarono al referendum decidesse di donare anche solo un euro, potremmo concentrarci sul raggiungimento del nostro obiettivo per gli anni a venire, senza essere costantemente limitati dalla mancanza di fondi.

Il 18 novembre 2012 abbiamo imparato che, con il vostro aiuto, nessun obiettivo è troppo ambizioso, e che insieme possiamo cambiare la storia.

Facciamo che succeda ancora!

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Nuovo Piano Rifiuti: come gettare al vento l’ennesima occasione

IL “NUOVO” PIANO DEI RIFIUTI, UN PIANEROTTOLO “VERSO RISPARMIO ZERO”!

Sgomberiamo il campo da fraintendimenti, strumentalizzazioni, interpretazioni varie. Il “Nuovo” Piano Rifiuti uscito dal Consiglio di mercoledì 15 dicembre, discusso in una sala distratta e a momenti semideserta, varato con i voti favorevoli di UV, SA e PD, con l’astensione di Alpe e UVP e con il solo voto contrario del M5S, è un piano che nasce già vecchio, timido, che si presta a qualunque manipolazione, in una parola: un pianerottolo!

Siamo fermi ad un pianerottolo di un edificio tutto da costruire.

Un piano in cui non c’è la determinazione a risolvere il problema della gestione dei rifiuti in Valle, men che meno il coraggio di abbracciare la strategia Rifiuti Zero, accennata di tanto in tanto solo nei termini ma non nella sostanza.

E’ un piano che promette una raccolta differenziata al 70% entro il 2020 quando si doveva raggiungere il 65% già nel 2012 e che lascia tutto a verifiche successive e a valutazione in corso d’opera per i prossimi 5 anni.

E’ un piano che non punta fermamente verso la raccolta porta a porta spinta, condizionata da un investimento sbagliato in centinaia di contenitori seminterrati (molok), per questo errore a monte (gli errori se si riconoscono si possono superare invece che continuare a sbagliare) sarà difficile arrivare ad una tariffa puntuale per far pagare meno i cittadini.

E’ un piano che non regolamenta, in maniera univoca, la selva dei differenti appalti di raccolta rifiuti dei subATO.

E’ un piano che non pone indicazioni decisive sugli impianti che dovranno trattare i futuri flussi dei rifiuti, rimandando tutto a dopo il 2020 e dopo eventuali verifiche al piano stesso.

Per finire, non suggerisce un indirizzo gestionale decisivo tra pubblico o privato.

E del resto che cosa ci potevamo aspettare da un piano in cui vi ha messo le mani quel tecnico che solo alcuni anni fa aveva suggerito alla Regione di bruciare l’intera discarica nell’inceneritore, previsto all’epoca per la nostra Valle?

E oggi quello stesso tecnico, che redige il piano per il futuro dei

Valdostani, viene contemporaneamente pagato come consulente di parte per le aziende costruttrici del pirogassificatore.

Noi promotori, per la nostra regione, della strategia Rifiuti Zero in questi anni, a titolo completamente volontario, abbiamo organizzato decine di serate con chiunque ce lo chiedesse, abbiamo coinvolto esperti mondiali e amministratori di eccellenza in giro per l’Italia, abbiamo offerto consulenze di questo calibro, gratuitamente, all’Amministrazione regionale, maggioranza e opposizione.

Abbiamo depositato le nostre osservazioni al Piano in sede di VAS e non abbiamo ricevuto una sola risposta dagli organi competenti.

Abbiamo offerto uno studio commissionato alla Scuola Agraria del Parco di Monza, su una soluzione tecnica che va nella direzione da noi auspicata: massimizzare il recupero di materia e rendere ai minimi termini gli smaltimenti in discarica. La fabbrica dei materiali per andare verso Rifiuti Zero. Tutto fattibile, dati alla mano. Soluzioni poco costose (probabilmente troppo poco), rispettose dell’ambiente, che avrebbero fatto risparmiare i cittadini, o meglio, avrebbero premiato chi meno produce rifiuto, chi meglio ricicla.

Adesso è giusto che i cittadini sappiano che il nuovo piano rifiuti non porterà nessun beneficio alle loro tasche stremate, è anzi sicuro che le tasse sui rifiuti aumenteranno. Abbiamo fatto tutto quanto era umanamente possibile perché chi decide delle nostre vite operasse delle scelte a favore della gente e non dei grandi interessi.

Noi abbiamo cercato di parlare con tutti perché l’interesse E’ superiore e l’unico nostro interesse E’ il bene della collettività valdostana.

I Valdostani sapranno presto rendersi conto e capire che questa soluzione non va nella direzione giusta e tornare a mobilitarsi tutti insieme perché solo insieme si cambiano le cose.

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L’Etica, questa sconosciuta!

L’associazione VV, dopo aver attentamente letto e valutato la sentenza del TAR esprime sgomento e indignazione per un fatto gravissimo.

Nel testo della sentenza si legge: “La parte ricorrente, cioè l’ATI che si era aggiudicata l’appalto, ha depositato due consulenze tecniche di parte, la cui produzione è stata contestata dalla Regione, poiché effettuate da tecnico che ha collaborato alla redazione del Piano regionale dei Rifiuti….”

In sintesi: un tecnico, una società, pagati dalla Regione per redigere il nuovo piano dei rifiuti, ha redatto, ovviamente dietro compenso, una CTP (consulenza tecnica di parte) a favore delle società che volevano costruire il Piro.

Una consulenza di parte, lo dice la parola stessa, mira a evidenziare che l’unico modo per gestire i rifiuti è bruciarli. Se a farlo è chi ha scritto pochi mesi prima che la Regione deve tendere a Rifiuti Zero, che si possono gestire i rifiuti molto meglio senza camini, le cose non tornano!

Ogni altro professionista, avvocato, ingegnere, architetto, verrebbe immediatamente e giustamente radiato dall’albo!

La CTP è stata depositata nel corso del processo e la Regione è quindi a conoscenza di questo fatto da ormai molti mesi e nessuno ha fatto e detto niente. È inaccettabile che quel tecnico possa ancora scrivere anche una sola riga del piano, e che venga pagato dalla Regione, ovvero come al solito con i soldi nostri!

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RISPOSTE

Ieri abbiamo chiuso il nostro comunicato stampa cosi:

Presidente Rollandin, noi siamo pronti, lo siamo sempre stati perché abbiamo creduto fin dall’inizio che non si potesse scherzare con la salute e con le tasche dei cittadini, siamo pronti a sostenere in ogni modo le scelte fatte dalla Regione dopo il 18 novembre 2012, lei lo è?”

 

Questa è la risposta. Da Aostasera di oggi, 23 ottobre 2015

“Le valutazioni tecniche alla base di questa sentenza vanno nella direzione su cui si era basata la richiesta del Pirogassificatore”. Così il Presidente della Regione, Augusto Rollandin commenta, a margine della conferenza stampa di Giunta la sentenza del Tar di Aosta.

“La problematica ha avuto un decorso che ha portato le forze politiche a valutare, giustamente, il responso popolare ma la logica con cui si sta legiferando è che ogni regione deve essere autonoma. Come dice la sentenza, con la procedura a freddo non siamo autonomi. Non è pensabile arrivare alla soluzione a rifiuti zero”.

Il Presidente della Regione ha poi confermato il ricorso al Consiglio di Stato con la richiesta di sospensiva.

E questo, è quanto dichiarò a ottobre 2011 quando il consiglio, per appello nominale, rigettò la richiesta di moratoria.

Nelle dichiarazioni di voto, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha detto che “la mozione è molto precisa: si vuole sospendere l’attività amministrativa della Regione, cosa che non ha senso. Non ci si può fermare in un momento in cui le cose procedono come previsto. E voglio sottolineare che è stata una scelta condivisa da tutti ed è il frutto di mesi di un confronto serio. La valutazione è stata fatta con cognizione di causa, attraverso un dibattito molto approfondito. A oggi, siamo quindi convinti che la soluzione del pirogassificatore sia la soluzione migliore. Non condividiamo l’impostazione della mozione ed è il motivo per cui la respingiamo.

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NON CI STIAMO!

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Quasi tre anni fa i cittadini valdostani scrivevano una pagina importante della storia della nostra regione e non solo. “IL” referendum sul piro è stato portato ad esempio in molte comunità per ribadire un concetto importantissimo: non si specula sulla pelle della gente.

In questi tre anni, con toni ancora aspri e con la fatica che il cambiamento di mentalità comporta, PER TUTTI, stiamo scrivendo, con il contributo collettivo, cittadini, esperti di fama mondiale e istituzioni, un’altra pagina importante, una Valle d’Aosta all’avanguardia che punta a Rifiuti Zero e che potrebbe diventare un esempio per le altre comunità.

In tutti questi anni, prima e dopo il referendum, la strada è stata costellata da sentenze giudiziarie che, giova ricordarlo, non ci sarebbero mai state se il Consiglio Regionale di ottobre 2011 avesse dato corso alla richiesta di moratoria scaturita dalla petizione firmata da 11.000 cittadini.

Siamo punto e a capo? NO

Non è mai troppo tardi!

L’Europa va avanti, ha già deciso che per il 2020 non si dovrà più bruciare tutto ciò che è compostabile e riciclabile.

L Europarlamento chiede, da tempo, ormai, di non dare, non finanziare, non destinare fondi all’incenerimento, il quale, tra l’altro, in assenza di contributi, comporta notevoli rischi finanziari per i proponenti e quindi, a cascata, per i cittadini. Il caso di Parma è emblematico.

La linea guida è evidente, l’incenerimento sarà progressivamente residuale fino a sparire.

Solo l’Italia e quindi noi Valdostani andiamo in controtendenza?

Ora il compito spetta alla politica, quella vera, quella che è servizio alla Comunità che si ha l’Onore e l’Onere di Rappresentare e Amministrare.

Presidente Rollandin, noi siamo pronti, lo siamo sempre stati perché abbiamo creduto fin dall’inizio che non si potesse scherzare con la salute e con le tasche dei cittadini, siamo pronti a sostenere in ogni modo le scelte fatte dalla Regione dopo il 18 novembre 2012, lei lo è?

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12 NUOVI INCENERITORI ZERO BUONE PRATICHE

Anche la Valle d’Aosta ha partecipato alle Giornate di mobilitazione nazionale contro l’art. 35 del DL Sblocca Italia, contro la costruzione di 12 nuovi inceneritori e contro l’ampliamento di quelli già esistenti.

Le associazioni del Comitato Si può Fare hanno volantinato nelle giornate del 7-8-9 settembre nel centro di Aosta e nel pomeriggio di oggi hanno improvvisato un presidio davanti al Palazzo regionale per ricordare che dopo il referendum non torneremo mai più indietro sulla strada dell’incenerimento.

Oggi “un click per la salute” ha immortalato il nostro piccolo presidio che andrà ad unirsi ai cortei, flash-mob e manifestazioni di tutta Italia contro ogni forma di incenerimento sul territorio nazionale e per la promozione di un cammino sempre più determinato verso Rifiuti Zero.

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Lardo Dop verso Rifiuti Zero

Con un po’ di ritardo ecco il mini reportage sulla festa del lardo di Arnad.

Il LARDO DOP è ancora più buono se la festa è a Rifiuti Zero….!!!

Congratulazioni al comitato Lo Doil per la novità 2015 davvero Virtuosa!

Sostituire alle stoviglie monouso quelle riutilizzabili e lavabili, evitando di conferire nei rifiuti almeno 7/8 q di plastica, è una iniziativa che merita, oltre al nostro virtuometro in rialzo, anche tutta la nostra approvazione e soddisfazione!

Piatti di plastica rigida lavabili, bicchieri in vetro e posate in acciaio…..Evviva!!!

Finalmente una scelta che speriamo diventi al più presto contagiosa per tutte le sagre e le manifestazioni valdostane.

Ci permettiamo, vista la bella ed intelligente iniziativa, di dare un suggerimento:
…e se nelle prossime sagre (almeno quelle organizzate dai Comuni vicini ad Arnad) le Pro Loco o altri organizzatori vi affittassero le stoviglie per metà prezzo rispetto a quello che solitamente viene speso nell’acquisto dei kit in plastica o Mater-B?

Le Pro Loco o le associazioni risparmierebbero subito il 50% e voi vi ripaghereste l’investimento fatto in poco tempo….così avremo due vantaggi: ecologico ed economico!!
….e le altre sagre, seguendo il vostro esempio, si potranno mettere sul cammino verso Rifiuti Zero….
Che ne dite?

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Raccolta differenziata? Tutta un’altra musica…

Anche quest’anno Etétrad, il festival di musica che si è tenuto dal 27 al 30 agosto nell’area verde di Gressan, è stato un successo.

Bella la musica, ambiente graIMG_7110devole e rilassato, interessanti le iniziative collaterali, suggestivi e attuali i temi proposti in musica, ottima idea il free festival&camping, impeccabile l’organizzazione. Abbiamo percepito passione e coinvolgimento nella direzione artistica.

Tutto bene, dunque? Ahimè, la raccolta differenziata è stata tutta un’altra musica.

A chi competeva l’organizzazione e la gestione dei rifiuti?

Abbiamo notato la presenza assidua di sindaco e giunta (amministrazione, quella di Gressan, che ha sottoscritto in campagna elettorale il documento di intenti verso “RifutiZero” il cui testo cita: “i futuri amministratori comunali si impegnano a… organizzare le écolo-fêtes e le sagre di paese affidando a volontari, opportunamente preparati, il compito di assistere i visitatori a differenziare in modo corretto i rifiuti nei punti di conferimento”). Non che fosse una richiesta particolarmente ardita, è un obbligo di legge!

Il risultato?

DSC_9553DSC_9554DSC_9565Ma si sa, la campagna elettorale è lontana!

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Nuovo Piano Rifiuti – Le nostre osservazioni per la VAS

Premessa
Redigere un Piano di Gestione dei Rifiuti che tenga conto delle linee votate all’unanimità dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta con la deliberazione n.667/XIV il 30 luglio 2014 è un problema tecnico che in altre parti d’Italia è stato risolto con successo ottenendo anche un risparmio per i cittadini.
Non c’è nulla da inventare, è tutto già scritto e sperimentato, basta copiare quanto fatto con successo in tante parti d’Italia:

  • uniformare il servizio su tutto il territorio regionale;
  • introdurre la raccolta differenziata dell’organico in tutto il territorio regionale;
  • incentivare il compostaggio domestico e collettivo dei rifiuti organici soprattutto nei centri rurali;
  • adottare la raccolta domiciliare in tutti i centri a maggior densità abitativa lasciando la raccolta stradale, in forma marginale, solamente nelle zone più disperse ed isolate;
    applicare una tariffa basata sulla effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti;
  • trattare tutti i rifiuti indifferenziati in una “Fabbrica dei Materiali” che estragga i materiali ancora riciclabili e che stabilizzi quelli che non lo sono, prima di smaltirli in modo conforme alla legge in discarica.

I problemi che in Valle d’Aosta impediscono l’applicazione di queste soluzioni, sono di natura politica:

  • voler mantenere il monopolio che il Gestore della discarica di Brissogne (Valeco) ha sullo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e sulla valorizzazione di quelli differenziati. Monopolio che, oltre a garantire i guadagni a Valeco a scapito degli utenti, impedisce di attuare qualsiasi seria politica di penalità o di premialità nei confronti dei subATO;
  • lasciare che i 9 subAto in cui è stato suddiviso il territorio regionale, decidano in modo scoordinato le modalità ed i tempi per l’introduzione della raccolta domiciliare;
  • imporre la realizzazione dell’impianto di selezione in un’area inadeguata all’interno del centro di Brissogne.

Ciò premesso il Comitato SI Può Fare non può esimersi dal chiede che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti venga modificato nei seguenti aspetti:

  1. Individuare un nuovo modello organizzativo e societario che consenta di sviluppare condizioni commerciali favorevoli al raggiungimento degli obiettivi del PRGR. 
Lo suggerisce il buonsenso e lo conferma l’esperienza pratica, affinché un sistema di gestione dei rifiuti funzioni “correttamente” bisogna che gli interessi economici e commerciali di chi si occupa di raccolta e selezione siano chiaramente distinti da quelli di chi si occupa di smaltimento 
Solo in questo caso, infatti, si può instaurare un circolo virtuoso che induca chi si occupa di raccolta (le Autorità d’ambito dei subATO) a massimizzare la qualità e la quantità dei rifiuti differenziati, per accrescere i ricavi derivanti dalla loro valorizzazione (conferimento al CONAI o vendita al libero mercato delle materie prime seconde), e a ridurre, di conseguenza, al minimo i rifiuti indifferenziati, per contenere i costi di smaltimento. 
Attualmente tutto questo in Valle d’Aosta non può avvenire.
La Legge Regionale 36/1987 assegnando ad in solo soggetto (la società Valeco, compartecipata al 20% dalla Amministrazione Regionale) la gestione dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati e la valorizzazione di quelli differenziati ha creato un monopolio ed un conflitto di interessi che hanno impedito un “corretto” sviluppo della raccolta differenziata che da anni è bloccata sotto i limiti minimi imposti dalla legge (siamo fermi da anni al 46% mentre avremmo dovuto arrivare al 65% entro il 2012).
  2. Definire, all’interno di ciascun subATO, le zone in cui verrà attivata la raccolta domiciliare. Al fine di evitare che i subATO sprechino risorse per la realizzazione di raccoglitori seminterrati in aree in cui è opportuno fare il porta a porta, il Nuovo PRGR deve stabilire i confini delle zone in cui verrà attivata la raccolta domiciliare.
  3. Chiarire che il mantenimento della raccolta stradale nelle zone assegnate a quella domiciliare è permesso solo in via transitoria. Nelle zone in cui la raccolta stradale si effettua con cassonetti mobili l’introduzione della raccolta domiciliare dovrà avvenire in occasione del prossimo rinnovo degli appalti. Dove la raccolta stradale si effettua con raccoglitori seminterrati l’introduzione della raccolta domiciliare dovrà avvenire non appena il sistema si dimostrerà inadeguato a rispettare i livelli minimi stabiliti dalla legge di differenziazione e di effettivo riciclo.
  4. Favorire l’aggregazione dei subATO attorno ai modelli più efficienti. Per ragioni che è facile comprendere per contenere i costi di gestione e razionalizzare il servizio di raccolta dei rifiuti, viste anche le ridotte dimensioni territoriali e l’esiguo numero di abitanti della Valle d’Aosta, gli estensori del nuovo PRGR auspicano l’aggregazione dei subATO in modo da ridurne il numero. Le ipotesi analizzate per valutare i possibili risparmi sono due: la prima prevede la riduzione del numero dei subATO da 9 a 4; la seconda l’aggregazione di tutti i subATO in un unico Ambito Territoriale Ottimale coincidente con l’intera regione. 
Il Comitato SI Può Fare ritiene che l’obbiettivo che si deve perseguire sia quello di arrivare ad un’unica Autorità d’Ambito.
Il processo di unificazione, però, non può avvenire a tavolino prima che le Unités des Communes abbiano armonizzato i propri sistemi di raccolta e tariffazione sulla base dei primi sette passi previsti dalla strategia Rifiuti Zero. Solo in questo modo l’aggregazione evolverà verso soluzioni omogenee ed efficienti che tendono a Rifiuti Zero.
  5. Evitare inutili spostamenti dei rifiuti. L’obbiettivo di fondo del Nuovo PRGR dovrebbe essere quello di ottimizzare la gestione dei rifiuti in modo da ridurre al minimo gli impatti ambientali e le spese a carico degli utenti. Secondo tale logica, i materiali differenziati (carta e cartone, vetro, organico nella fase 1 e 2 e multimateriale nella fase 1) che vengono valorizzati fuori regione devono essere inviati ai centri di riciclo per la strada più breve. 
E’ assurdo dal punto di vista economico ed ambientale (spese ed inquinamento connessi con trasporti inutili) far passare dal centro di Brissogne frazioni che ivi non subiscono alcuna lavorazione (organico e vetro) o quelle il cui trattamento si limita alla semplice pressatura (carta, cartone e multimateriale).
  6. Dare una interpretazione univoca e certa della normativa. Il Comitato SI Può Fare ritiene che dal 6 agosto 2013 la discarica di Brissogne non sia più a norma di legge. In tale data infatti è stata emessa la “Circolare Orlando” che ha decretato l’annullamento della proroga che consentiva lo smaltimento in discarica di rifiuti “tal quale”, in contrasto con quanto stabilito dal D.L 36/2003. Nonostante da allora la discarica non sia a norma, il 20/12/2013 è stata rinnovata l’AIA di Valeco, per la durata di 6 anni, dopo 5 proroghe, senza che si fosse dimostrato che i rifiuti conferiti avessero caratteristiche tali da permettere l’elusione dell’obbligo del pretrattamento. 
Il Nuovo PRGR deve indicare in modo chiaro ed inequivocabile se sia ammesso o meno conferire rifiuti non trattati nella discarica di Brissogne (rif. pag 114 del Volune I, paragrafo in cui si parla di interpretazione della legge 36/2003). Gli estensori del Piano in qualità di esperti qualificati non possono esimersi dal dirimere detto punto ed i funzionari regionali che elaboreranno la VAS non possono approvare un PRGR che preveda attività che “potrebbero essere contro la legge”.
  7. Rivedere il posizionamento degli impianti che la Regione impone di costruire a Brissogne. La scelta di posizionare tutti gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti differenziati ed indifferenziati all’interno del Centro di Brissogne presenta una serie di problemi. 
Alcuni sono legati al fatto che il Centro e l’annessa discarica si trovano in un’area inadatta. 
Altri di carattere logistico nascono dal fatto che l’area su cui sorge il Centro ha una estensione insufficiente ad accogliere i nuovi impianti di selezione e trattamento e a permettere contemporaneamente una adeguata ulteriore espansione della discarica (IV lotto).
Alla luce di queste considerazioni sarebbe opportuno studiare una soluzione più economica, efficiente e flessibile, in grado di rispondere meglio alle future esigenze.
 Perché non puntare ad utilizzare alcuni dei molti capannoni lasciati liberi da industrie dismesse che si trovano allo sbocco della Valle d’Aosta sulla Pianura Padana, dove devono necessariamente passare tutti i rifiuti differenziati per essere portati nei centri di riciclo del Piemonte o della Lombardia? 
L’utilizzo di capannoni già esistenti oltre a consentire la disponibilità di spazi adeguati, eliminando la necessità di eseguire nuove opere murarie, consentirebbe di risparmiare sia sui tempi che sui costi di realizzazione di una “vera” Fabbrica dei Materiali.
  8. Inserire tra i parametri da monitorare le tariffe pagate dagli utenti. Il Nuovo PRGR non prevede il monitoraggio delle tariffe pagate dagli utenti (rif. paragrafo 10.5 del Volume I).
Il Comitato SI Può Fare ritiene che tale mancanza rappresenti una grave lacuna.
Premesso che, per legge, tutte le spese sostenute per la gestione dei rifiuti devono essere coperte con gli introiti derivanti dalle tariffe pagate dagli utenti, è evidente che, a parità di servizio, minori sono le tariffe maggiore è l’efficienza del sistema.
Dall’analisi dei sistemi più virtuosi si è constatato che, contrariamente a quanto sarebbe logico aspettarsi, all’aumentare della qualità del servizio reso (maggiori percentuali di differenziazione, maggiori percentuali di effettivo riciclo, minore quantità di rifiuti indifferenziati prodotti) l’efficienza del sistema aumenta e le tariffe calano.
Le tariffe sono quindi un parametro sintetico e chiaro che consente a tutti di capire se i soldi degli utenti sono spesi bene (per gestire correttamente i rifiuti contenendo i danni ambientali) oppure male. 
Per poter valutare, in termini relativi ed assoluti, gli effetti che l’applicazione del Nuovo PRGR avrà sulle tariffe, il Comitato SI Può Fare chiede di utilizzare un grafico che metta a confronto, anno per anno, i valori medi registrati nei subATO con quello medio nazionale, con quello medio del consorzio TVtre e con l’andamento dell’indice ISTAT. 
La Valutazione Strategica Ambientale non può accettare un PRGR che, oltre a preoccuparsi di monitorare i parametri che consentono di valutare il raggiungimento dei limiti di legge, non tenga nella dovuta considerazione le tariffe pagate dagli utenti, che rappresentano il parametro fondamentale per valutare l’efficienza del sistema.
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