Un altro po’ di chiarezza

Sono senza parole! Girava voce che l’assessore TECNICO alla sanità si fosse fatto promotore dell’appello pro pirogassificatore firmato da una settantina di medici, ma mai avrei pensato che fosse caduto così in basso da utilizzare le proprie segretarie per invitare una moltitudine di suoi colleghi a sottoscriverlo. Spiego: un gruppetto di medici, tra cui svariati primari, sottoscrivevano un documento col proposito di convincere il popolino che il pirogassificatore è innocuo. Le firme dei 21 liberi esperti di pirogassificazione (è notorio che neurologi, fisiatri, radiologi, ortopedici, ginecologi, diabetologi, chirurghi vascolari e dermatologi si occupino di patologie legate alle polveri fini e alle diossine…) al posto di comparire in calce all’appello, venivano usate come biglietto da visita dall’assessore per invitare altri colleghi a sottoscriverlo. Ora, non c’è nulla di strano se dei professionisti convinti di capirci di rifiuti si mettono a raccogliere firme battendo palmo a palmo reparti e studi medici, fa specie, al contrario, che a veicolare l’iniziativa sia colui che attraverso il suo assessorato dovrebbe limitarsi a programmare, finanziare e decidere della nostra sanità regionale. Mettetevi nei panni dei poveri medici che ricevono l’invito direttamente dalla segretaria dell’assessore, con tanto di firme dei loro primari e dello stesso assessore o immaginate di essere dei medici convenzionati che devono la continuità del loro rapporto di lavoro (in maniera più o meno diretta) al proponente dell’appello e ditemi cosa fareste? Naturalmente nessuno di questi liberi aderenti dirà mai apertamente di aver firmato per convenienza o per paura, ma il semplice fatto che sia stato messo in piedi un meccanismo che può dare adito a tale pensiero basta a dire che la cosa è una schifezza. Personalmente trovo intollerabile che una istituzione politica (a mezzo dei suoi impiegati che paghiamo noi: consiglio l’assessore di leggersi il codice di comportamento del pubblico dipendente laddove dice che “il dipendente conforma la sua condotta al dovere di contribuire alla gestione della cosa pubblica… nel rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità dell’attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati propri e altrui…”) si faccia veicolo di iniziative di questo genere. L’assessorato non è roba loro e nemmeno proprietà di qualche augusto presidente, è roba nostra, pagata con i soldi di tutti, compresi di quelli che, sfidando gli strali dei potenti, domenica hanno deciso di non stare a casa.
Jean-Pierre Guichardaz
 

Confrontare con le modalità di adesione degli “altri” medici, con la documentazione degli uni e degli altri e tirare le conclusioni del caso.E se qualcuno ancora viene a dire che sono sullo stesso piano gli tiro… le orecchie!