Tempo sprecato

By Legambiente

Che vergogna. All’indomani del voto referendario Rollandin aveva detto che fino alla nuova legislatura non si sarebbe fatto nulla. E così è stato.

Il lavoro di una commissione speciale: aria fritta!

Al al termine dei lavori della Commissione, la settimana scorsa, la maggioranza non ha presentato nulla, è stato presentato solo il documento della minoranza.
Oggi in Consiglio è arrivato anche il documento della maggioranza, non discusso in precedenza ma votato senza batter ciglio, che rimanda tutto alla prossima legislatura.
Nonostante gli sforzi e l’encomiabile lavoro del presidente e dei consiglieri di minoranza facenti parte la commissione, il cerchio si è chiuso: la maggioranza in questi mesi ha ostacolato e creato ritardi al solo scopo di arrivare senza scelte alla fine del mandato.
Ogni commento è superfluo.
Lo spettro dell’inceneritore continua ad aleggiare. La battaglia continua.
bandiera cinque

Gestione rifiuti: tutto rinviato alla prossima legislatura

Sei mesi di tempo per ulteriori approfondimenti. L’assessore Zublena alla minoranza consiliare: avete avuto un approccio banalizzante e irresponsabile alla problematica

 Sui rifiuti nulla di fatto. Se ne riparlerà nella quattordicesima legislatura. Passa la risoluzione della maggioranza che propone «di avviare un approfondimento – sei mesi il tempo indicato – per definire «quegli aspetti del nuovo scenario non ancora verificati o analizzati dalla Commissione dal punto di vista ambientale, economico, normativo e sociale» con l’obiettivo di arrivare a «un documento programmatico – articolato secondo tematiche – da portare all’approvazione del Consiglio regionale». 

Motiva così il rinvio l’assessore al Territorio e Ambiente Manuela Zublena: «Ho sempre caldeggiato la Commissione speciale rifiuti perché la ritenevo la risposta più giusta dopo il referendum del 18 novembre. Strada facendo ho avuto delle perplessità sul fatto che saremmo arrivati a definire uno scenario perché mancava l’indirizzo sul quale lavorare. Siete arrivati a delle conclusioni che erano già ben evidenti. Non siete arrivati a soluzioni sconvolgenti. E’ emerso che le misure indicate dagli esperti di prevenzione e riduzione erano già tutte previste dal piano regionale, compostaggio e compostiere di prossimità comprese. Non abbiamo mai puntato solo sul pirogassificatore per affrontare la questione dei rifiuti. Alla fine non si è capito quale impianto, o impianti, dovrebbe essere realizzato. Avete avuto un approccio banalizzante e irresponsabile alla problematica e sei mesi per approfondire non mi paiono una perdita di tempo». 

Lapidaria l’opposizione per bocca di Raimondo Donzel (Pd-Sinistra VdA): «Non è una risoluzione che parla del nulla. Le alternative le hanno raccontate in mille modi gli esperti. Non dovevamo indicare il nome dell’impianto perché era solo una Commissione di indirizzo. Lei boccia la speranza e lavora contro lo spirito dei valdostani. Non si può amministrare quando in testa c‘è solo la vendetta. E’ una situazione surreale». Arrivano applausi dalla galleria dove a seguire il dibattito ci sono alcuni rappresentanti di Valle Virtuosa. «Il pirogassificatore resta nei sogni della maggioranza e con questa risoluzione volete solo prendere tempo», rincara Alberto Bertin, presidente della Commissione speciale rifiuti. 

Bocciata la risoluzione presentata dalla minoranza che impegnava la Giunta a potenziare il compostaggio, a promuovere la realizzazione di compostiere collettive, a realizzare la raccolta separata della frazione umida, a realizzare uno o più impianti per il trattamento dell’umido, a garantire un’elevata qualità del compost. Il documento impegnava inoltre a predisporre un piano di prevenzione e di riduzione dei rifiuti, ad adottare nelle politiche di governo il principio di responsabilità ambientale basato sull’assunto ‘chi inquina paga’, a introdurre meccanismi premianti per enti e utenti virtuosi. E ancora: a estendere il sistema di raccolta domiciliare, a razionalizzare la gestione, a intensificare la comunicazione, a massimizzare il recupero dei materiali, a realizzare un impianto di stabilizzazione aerobica. 

(danila chenal)

fiesta

Rifiuti, la palla passa alla prossima legislatura. La minoranza: “Si perde altro tempo”

Aosta – Approvata la risoluzione della maggioranza che concede alla prossima Giunta sei mesi di tempo dalla data di avvio per approfondire tutti gli aspetti del nuovo scenario di gestione dei rifiuti. Scontro fra l’Assessore Zublena e la minoranza.

E’ stato ancora il pirogassificatore ad infiammare l’ultima seduta del Consiglio regionale di questa XIII legislatura. La mancata condivisione della relazione finale della Commissione per la gestione dei rifiuti ha portato in aula due risoluzioni, una a firma della maggioranza e una della minoranza. Quest’ultima riportava all’attenzione dell’aula la relazione predisposta dal Presidente della Commissione, Alberto Bertin.

A presentare il testo della maggioranza, poi approvato con 22 voti a favore e 7 contrari, è stato Diego Empereur. La risoluzione impegna l’Assessore competente a promuovere le opportune iniziative dirette a verificare le soluzioni e gli scenari emersi nel dibattito consiliare e, in particolare, che tutte le tematiche e le proposte sviluppate siano oggetto di uno specifico approfondimento da realizzarsi entro sei mesi dalla data di avvio, finalizzato a definire quegli aspetti del nuovo scenario non ancora verificati o analizzati dalla Commissione dal punto di vista ambientale, economico, normativo e sociale.

L’iniziativa chiede poi che tale approfondimento definisca un documento programmatico, oggetto di approvazione da parte del Consiglio regionale, che dovrà definire l’avvio dell’aggiornamento del Piano e di quelle azioni operative immediatamente realizzabili e che sia articolato come minimo secondo le seguenti tematiche: l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, i modelli di costruzione e gestione (partenariato pubblico privato, società) degli impianti necessari e degli obiettivi economici, sociali e ambientali a cui tendere e la definizione degli obiettivi a cui riferire la nuova programmazione. Per quanto riguarda l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, le linee programmatiche dovranno riguardare la definizione del sistema organizzativo regionale (Subato e Ato), il Piano di prevenzione e riduzione, l’individuazione dei sistemi di raccolta e trasporto, la frazione biodegradabile (compostaggio domestico, compostaggio di prossimità, e raccolta e trattamento della frazione residua), la tariffazione puntuale, il sistema di trattamento dei rifiuti indifferenziati, il sistema di smaltimento dei residui secchi e dei residui stabilizzati, la localizzazione dei nuovi impianti, la fase transitoria con particolare riferimento al sistema attuale e alla necessità di interventi, la gestione dei rifiuti speciali quali i fanghi da depurazione, rifiuti sanitari, carcasse di animali morti.

Lo scontro in aula si è acceso con l’intervento dell’Assessore regionale all’Ambiente, Manuela Zublena. “Nella relazione del Presidente Bertin – ha sottolineato l’Assessore – manca la soluzione alternativa al pirogassificatore e alla discarica e la generalizzata raccolta e lo smaltimento dell’umido presenta delle criticità irrisolte come quella dei costi. Sono amareggiata perché questa è la dimostrazione che la campagna referendaria è stata tutta una montatura politica, un bluff politico perché non è mai esistita un’alternativa al Pirogassificatore”.

Sarcastica la risposta di Alberto Bertin di Alpe “l’Assessore Zublena è rimasta traumatizzata al 19 novembre dopo il risultato referendario. Se la sua azione fosse stata efficace non ci troveremmo in questa situazione con il 44% di raccolta differenziata. Il pirogassificatore resta nei vostri sogni.” Per Raimondo Donzel del Pd-Sinistra Vda “l’Assessore ha un’unica idea in testa: la vendetta. Ma in politica o si perde o si vince. Le alternative ci sono ma il compito della Commissione era di indirizzo e non di indicarle l’impianto”.

Sulla risoluzione della maggioranza, poi approvata dall’aula, la minoranza ha sottolineato come “nel documento mancano gli indirizzi per la gestione futura dei rifiuti in Valle. Si dà alla Giunta – ha sottolineato Bertin – il compito di ridefinire il piano e così si perde del tempo”.

La risoluzione di Alpe e Pd-Sinistra VdA respinta con 22 voti contrari e 8 a favore prevedeva una serie di impegni in materia di gestione dell’organico (autocompostaggio, compostiere collettive, impianti per il trattamento della frazione umida), di prevenzione della produzione dei rifiuti (nuovo piano riduzione, politiche per il principio di responsabilità ambientale, meccanismi premianti per gli enti locali virtuosi), di recupero del materiale (estensione del sistema di raccolta domiciliare, razionalizzazione dei trasporti e costi gestione del servizio, azioni di informazione e sensibilizzazione) e di trattamento finale dei rifiuti (sistemi a freddo, impianto di stabilizzazione aerobica).

di Silvia Savoye08/04/2013