Gestione dei rifiuti nella città di Aosta: tariffa puntuale, questa sconosciuta!

Di seguito il testo del Comunicato Stampa del Comitato Si Può Fare in risposta alle affermazioni bizzarre sull’aumento del costo di gestione dei rifiuti nella città di Aosta. In calce alcuni esempi fotografici che come sempre valgono più di tante parole.
In data 18 febbraio, numerose testate online, hanno riportato l’opinione di Luca Lattanzi e Marco Framarin (rispettivamente consigliere e dirigente del comune di Aosta), in merito all’aumento di costo di gestione dei rifiuti per la città di Aosta.
Secondo il Comitato Si Può Fare, le affermazioni riportate sono alquanto fuorvianti e inesatte e meritano puntuali osservazioni.

Innanzitutto è necessario parlare della relazione costi/porta a porta: il dirigente Framarin lascia intendere che fare il porta a porta e separare la frazione organica, faccia lievitare i prezzi, perché il sistema di raccolta risulta più complesso e dispendioso. Il dott. Framarin, evidentemente, non ha partecipato ai numerosi convegni proposti nel dopo referendum, né ha parlato con i consiglieri regionali, che hanno visitato altre realtà italiane simili alla nostra dove, applicando correttamente quegli stessi strumenti, le tariffe dei rifiuti per il cittadino risultano 1⁄3 delle nostre.

Pertanto l’equazione: raccolta porta a porta = più costi è FALSA!

Laddove poi vengono citati i costi di smaltimento, ecco che si scoperchia un bel vaso di Pandora.

Il costo della nostra discarica è tra i più bassi d’Italia. Come è possibile? Tutto ciò è frutto di una sciagurata legge regionale (63/1987) che affida il monopolio della gestione di tutti i rifiuti (differenziati e non) ad un’unica società (Valeco).

I costi sono stati artificiosamente tenuti bassi e questo da un lato ha impedito che si instaurasse il circolo virtuoso che incentiva la raccolta differenziata; dall’altro ha portato la nostra discarica a crescere in maniera smisurata ed ecco che ora, obbligatoriamente, i prezzi di conferimento esplodono. Aumenteranno ancora, di molto, perché lo spazio è esaurito a causa dei ritardi e della mala gestione L’applicazione del porta a porta e della raccolta dell’organico avrebbero impedito questo scempio ma volutamente non sono state introdotte.

Il meccanismo è noto ed ampiamente sperimentato. Come dimostrano le emblematiche esperienze fatte nel Lazio ed in Campania basse tariffe di conferimento in discarica impediscono il decollo della raccolta differenziata a vantaggio dei gestori delle discariche che conseguono guadagni consistenti e sicuri grazie ad un ininterrotto flusso di tal quale.

In Valle d’Aosta, infatti, nonostante il porta a porta ad Aosta e in alcuni comuni a macchia di leopardo (rigorosamente senza la raccolta dell’organico) la RD è ferma da anni al 46% (si sarebbe dovuto raggiungere il 65% entro il 2012).

Ora vorrebbero far credere ai cittadini che per colpa di chi ha a cuore il nostro ambiente e la nostra salute (nonché il nostro portafogli), i costi stanno aumentando. Ebbene non è così.

Per legge le tariffe pagate dagli utenti devono coprire interamente i costi del sistema di gestione dei rifiuti. La ragione per cui si è imposta la sopraccitata regola è quella di responsabilizzare gli amministratori consentendo ai cittadini di controllare la bontà del loro operato.

E’ evidente infatti che, se il sistema di gestione dei rifiuti è efficiente (ben progettato e amministrato nell’interesse esclusivo degli utenti), le tariffe saranno basse, mentre se il sistema è inefficiente (governato in modo clientelare e parassitario) i costi saranno alti.

Inoltre, onde evitare facili esternazioni, da parte dei nostalgici dell’incenerimento, apprendiamo dai quotidiani locali, che la splendida Chamonix, che spesso prendiamo a modello, risulta avere un livello di inquinamento più alto della città di Parigi. Amministratori infuriati sono in rivolta e chiedono di chiudere l’impianto di incenerimento, colpevole di disperdere veleni in una valle bellissima, ma chiusa, dove gli inquinanti non possono disperdersi. Ci ricorda qualcosa?

Invitiamo pertanto i tecnici comunali e regionali a dare uno sguardo al resto del mondo: le pratiche virtuose come la tariffa puntuale, il porta a porta, la separazione dell’organico e la raccolta differenziata spinta, ovunque applicate hanno portato ad un abbattimento dei costi, sia per le amministrazioni, ma soprattutto per la bolletta dei cittadini.

Il Comitato Si Può Fare

cassonetti intelligenti aosta

Eccoli i cassonetti intelligenti di Aosta. Estetica a parte, quanto ci metteranno i furbi a riempire il multimateriale o la carta con il secco, inquinando la raccolta per pagare di meno? Come faranno le persone anziane a recarsi nei 7 punti previsti?

cassonetti intelligenti

Cassonetti intelligenti in Liguria…..

treviso centro storico

Infine raccolta Porta a Porta nel centro storico di Treviso

treviso cartone

6 mesi per arrivare all’85%, commercianti che non solo non si lamentano perchè pagano il giusto ma che collaborano al decoro.

Pubblicato in post

A sua insaputa

COMUNICATO STAMPA

A sua insaputa

Nella settimana europea per la riduzione dei rifiuti ci troviamo nuovamente a riflettere su quanto sia mal gestita la politica dei rifiuti in Valle d’Aosta. Nei due anni intercorsi dall’esito referendario non è stato fatto nulla di concreto per ridurre la produzione di rifiuti, migliorarne la raccolta e gestirne lo smaltimento.

Molte cose nella nostra Regione avvengono ad insaputa dell’Assessore regionale all’ambiente e al territorio Luca Bianchi:

● l’Assessore non è a conoscenza del fatto che non esiste alcuna deroga alla circolare Orlando che vieta di conferire in discarica i rifiuti non trattati;

● l’Assessore non sa che la discarica è esaurita e che da mesi sta crescendo oltre i limiti consentiti dal quinto ampliamento, compromettendo anche l’agibilità dell’aeroporto. La discarica misura infatti, alla data del 24 novembre 2014, una altezza di 40 metri sulla testata est della pista, superando di dieci metri la quota massima consentita di 571,50 metri s.l.m.;

● l’Assessore dichiara di non avere autorità per coordinare le attività dei nove sub­ATO i quali continuano ad agire non tenendo conto dei nuovi indirizzi per la gestione dei rifiuti approvati all’unanimità nel Consiglio regionale del 30 luglio 2014; ne è un esempio l’acquisto di 128 contenitori seminterrati per i rifiuti, da parte della Comunità Montana Mont Emilius, prevedendo la tariffazione puntuale e il porta a porta solo come eventuali opzioni per il futuro.

● l’Assessore non è a conoscenza del fatto che Valeco S.p.A., società a partecipazione regionale, ha sottoscritto il ricorso dell’ATI aggiudicataria dell’appalto per il pirogassificatore tanto da dichiarare, nella seduta del Consiglio regionale del 18 novembre 2014:

«Valeco ha agito in modo autonomo, […]. LA REGIONE NON È STATA PREVENTIVAMENTE AVVISATA DI TALE DECISIONE CON NESSUN ATTO.»Tale azione, proposta da una partecipata regionale, potrebbe costare alla Regione e di conseguenza a noi cittadini la somma di 23 milioni di €: risorse che in un momento di crisi, come quello che stiamo vivendo, dovranno essere tolte a servizi essenziali per la popolazione valdostana.

Di fronte a questi fatti gravissimi e alla non tutela della volontà dei cittadini, non possiamo fare altro che chiedere le dimissioni immediate dell’Assessore regionale all’ambiente Luca Bianchi.

Aosta, 1 dicembre 2014.

Altra VDA
Arci
Attac
Espace Populaire
Gas-Arci
ISDE
Movimento 5 Stelle
Movimento della decrescita felice
Sindacatoaltracosa-opposizione CGIL
Rifondazione Comunista
Scuola di Pace
Union Valdotaine Progressiste
Valle Virtuosa
Pubblicato in post

Imparare dai migliori, prima parte

In molti lo conoscete già, lo abbiamo invitato più volte, prima e dopo il referendum. Ci è sempre sembrato che se c’è una realtà virtuosa (il consorzio Tv tre è al top delle classifiche dei ricicloni da 10 anni) non dall’altra parte del mondo ma in Italia, a 400 km da noi, forse è il caso di ascoltare, imparare e perchè no, ripetere una formula di successo! Questa volta l’abbiamo “catturato” durante il raduno degli ex allievi ufficiali e Franco Bonesso ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Se volete sapere qualcosa di più sul consorzio Tvtre ecco il link

Nei prossimi giorni la III Commissione consiliare andrà a visitare alcune strutture ed impianti virtuosi, tra cui il Tvtre, speriamo che la commissione colga questa importante occasione!

Pubblicato in post

3 anni

Sorseggiando il caffè, l’occhio mi cade sulla locandina del Marché au Fort. Domenica 12 ottobre si replica un evento tra i più partecipati in valle. Tranquilli, nessuno ci ha chiamati per fare la differenziata, 🙂  mi è solo tornato in mente che esattamente 3 anni fa, al Marché au Fort (e alla sagra della castagna di Donnas e a Mele Vallée di Antey) abbiamo iniziato la raccolta delle firme per il referendum.

Da brava neofita mai avrei immaginato, allora, dove quella giornata ci avrebbe condotto, entusiasta per la sfida, ero solo un pò seccata per come eravamo stati liquidati nelle audizioni, prima gli amministratori e poi i cittadini; avevamo raccolto 11.000 firme per chiedere di fermarsi un momento e di riflettere su basi condivise che cosa avrebbe comportato un inceneritore e la risposta era stata, neanche per sogno! E non era che l’inizio.

Sono passati tre anni, cos’è successo lo sappiamo tutti, ma dopo tre anni e quasi due dal referendum, sul blog scriviamo ancora (e pubblichiamo le foto) quanto sia possibile effettuare una raccolta differenziata di altissima qualità nelle sagre e, quindi, quanto sia

Quel che resta di indifferenziato alla cena bavarese di Donnas (700 pasti)

Quel che resta di indifferenziato alla cena bavarese di Donnas (700 pasti)

fattibile in tutta la Regione! Ora come allora invitiamo esperti mondiali, proponiamo siti da visitare, organizziamo eventi.

Ora come allora quello che manca è la volontà di attuare ciò che la popolazione ha chiesto, la volontà di dire: “i cittadini non vogliono trattare i rifiuti a caldo, bene, come facciamo per diventare i migliori in Italia? E visto che tra questi cittadini ce ne sono (pochi o tanti) che si offrono continuamente per collaborare perchè non li “usiamo” per raggiungere insieme e più velocemente l’obiettivo #RifiutiZero?”

Siamo al punto zero, la discarica è colma, si parla di ammucchiare altri rifiuti sui fianchi, dalla parte della Dora, per prendere altro tempo, una follia! Non si vede l’embrione di una strategia comune per la gestione dei rifiuti, 9 centri decisionali per 130.000 abitanti, un’altra follia. Comuni che partono con il porta a porta (senza raccolta umido), comuni che tornano indietro (Aosta), comuni sul fondo valle che continuano beatamente con la raccolta stradale e su tutto il mantra “Eh, difficile convincere i valdostani, sono i cittadini che non vogliono, manca la cultura, pagheremo di più ecc ecc”. Una serie colossale di sciocchezze.

Tre anni fa non sapevamo bene dove quei primi tre banchetti ci avrebbero condotti, in questi tre anni tanti si sono uniti a noi, molti per un pezzetto, alcuni hanno mollato e sono stati sostituiti da nuovi, entusiasti compagni di viaggio. Ormai dovrebbero averlo capito tutti, anche chi ha sperato che ci stancassimo e ci spera ancora; NON MOLLEREMO! Fino a quando l’obiettivo non sarà raggiunto: porta a porta, tariffa puntuale per tutti, tutta la regione Valle d’Aosta come prima regione interamente riciclona! Solo allora ci riposeremo… prima di lanciarci in una nuova avventura!

Pubblicato in post

BAVARESE A RIFIUTI ZERO!

Dalle parole ai fatti…..

Per chiudere in bellezza la stagione delle sagre autunnali, il Comitato Si può fare (al quale aderisce anche Valle Virtuosa) parteciperà alla CENA BAVARESE di domani sera, venerdì 10 ottobre, a Donnas.

Per l’ennesima volta vogliamo dimostrare che DIFFERENZIARE BENE nelle sagre valdostane è possibile!!!!

Invitiamo, per conoscere da vicino una sagra a Rifiuti Zero, tutti gli amministratori, i curiosi e simpatizzanti…gli scettici e gli increduli…insomma TUTTI coloro che vogliono rendersi conto come è possibile realizzare anche in Valle d’Aosta sagre e feste degne di essere un ESEMPIO di BUONE PRATICHE nella GESTIONE dei RIFIUTI!
Passate a salutarci e a constatare di persona quali risultati si ottengono quando Pro Loco e cittadini collaborano INSIEME per il BENE COMUNE!
Ah…..non dimentichiamoci che vi aspettano ottima birra da bere e succulenti piatti bavaresi…..

DONNAS

Pubblicato in post

UN’EMERGENZA ANNUNCIATA

 

10665124_807209169343712_5691706791037572959_n

10647152_807208932677069_6620540740028072958_n

 

Premessa

Non esistono formule magiche che fanno sparire i rifiuti. Metterli sotto il tappeto (smaltimento in discarica) o bruciarli nel camino, dove si trasformano in fumo e ceneri tossiche, sono cure palliative e temporanee.

La soluzione più logica per limitare gli effetti negativi dei rifiuti è innanzi tutto quella di non farne, in secondo luogo si devono costruire solo oggetti progettati per durare ed essere facilmente riparabili, in terzo luogo si deve incentivare il riuso (seconda mano) e recuperare la materia contenuta negli oggetti che non sono più utilizzabili (riciclo). Come predica la strategia Rifiuti Zero, bisogna arrivare a chiudere il ciclo di vita degli oggetti utilizzando i materiali in essi contenuti per costruirne di nuovi. Ciò consentirebbe di abolire in un sol colpo discariche ed inceneritori, riducendo drasticamente anche il ricorso alle materie prime non rinnovabili.

Queste semplici considerazioni hanno portato i legislatori europei ed italiani a definire direttive e leggi che codificano la gerarchia degli interventi da seguire per ottenere una corretta gestione dei rifiuti:

  • Riduzione
  • Riuso
  • Riciclo
  • Recupero energetico
  • Smaltimento in discarica

 

La situazione Valdostana

In Valle d’Aosta questa gerarchia è stata rispettata solo a parole perché nonostante i trionfalistici proclami dei nostri amministratori la nostra regione non rispetta gli obbiettivi di legge che imponevano il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012 (siamo ancora sotto il 48%) e smaltiamo oltre la metà dei nostri rifiuti in una discarica non a norma (fuori legge).

Secondo le direttive europee le discariche che accolgono il rifiuto “tal quale” (rifiuto non trattato che non essendo controllato oltre a sostanza organica putrescibile potrebbe contenere anche sostanze tossiche) sono la “soluzione peggiore” per disfarsi dei rifiuti e sono state vietate.

Le discariche di rifiuti tal quale hanno avuto un grande successo tra amministratori e speculatori perché si potevano realizzare facilmente, avevano costi di gestione bassi, non richiedevano sofisticati sistemi di raccolta, consentivano una grande flessibilità nella tipologia dei materiali in ingresso e consentivano grandi guadagni. Hanno un solo grande difetto: sono insostenibili dal punto di vista ambientale.

La discarica di Brissogne, oltre ad appartenere alla categoria delle discariche messe fuori legge, sorge nel posto sbagliato da diversi punti di vista:

  • geologico – sorge a ridosso del fiume in una zona soggetta ad erosione ed inondazione;

  • igienico – è situata sopra la falda acquifera e si trova al centro di una zona intensamente abitata;

  • paesaggistico – fa bella vista di sé al centro della valle principale all’ingresso Est dell’autostrada (un bel biglietto da visita per i turisti);

  • aeronautico – la discarica è così alta e vicina alla pista da costituire un ostacolo significativo al movimento dei velivoli in circuito attorno all’aeroporto. La sua imponente massa ostacola il flusso del vento generando una pericolosa turbolenza nelle fasi di atterraggio da est e di decollo vero ovest. Gli uccelli che la frequentano in cerca di cibo costituiscono un ulteriore pericolo per i velivoli in fase di decollo e di atterraggio;

  • economico – i miasmi che emette danneggiano il turismo e deprezzano le proprietà immobiliari dei paesi limitrofi.

La discarica di Brissogne è anche costruita nel modo sbagliato. Ogni volta che è possibile, per questioni estetiche e statiche, i rifiuti vengono interrati. Se ciò non è possibile li si accumula sulla superficie del terreno in cumuli poco pendenti, bassi ed arrotondati. Ciò non avviene a Brissogne dove, a causa dello spazio estremamente limitato, i rifiuti sono stati depositati in strati sovrapposti. Per massimizzare il volume si sono realizzate delle pareti di contenimento molto ripide che hanno fatto assumere alla discarica la forma di una piramide a gradoni. Ora che siamo arrivati in prossimità della vetta lo spazio è così ristretto che i camion e le pale meccaniche fanno fatica a muoversi.

Alla fine i nodi vengono al pettine

La discarica di Brissogne si sta rapidamente esaurendo. Bisogna prendere atto del fatto che non esistendo alternative pronte, tra poco ci troveremo in emergenza rifiuti.

La delibera del 18 Luglio con cui la Giunta Regionale ha approvato le linee guida del nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti è solo l’indispensabile punto di partenza di un percorso che si preannuncia lungo e difficile. L’amministrazione ha buttato via un mucchio di tempo ed ora ci troviamo ad affrontare il problema dei rifiuti con l’acqua alla gola.

Il terzo lotto della discarica di Brissogne, è praticamente esaurito ed il quarto lotto, sebbene già predisposto, è inutilizzabile perché, per legge, non può accogliere rifiuti che non siano stati preventivamente trattati e stabilizzati.

Nell’agosto dello scorso anno (2013), infatti, il ministro all’ambiente Andrea Orlando, in seguito a pesanti sanzioni comminate all’Italia dalla Comunità Europea, ha emesso una circolare che impone ai gestori di trattare i rifiuti prima di poterli smaltire in discarica.

Anche se il terzo lotto avesse, come afferma l’assessore, ancora un anno di vita residua l’impianto di trattamento a freddo dei rifiuti, di cui non esiste ancora neppure il progetto, non sarà pronto in tempo per evitare l’emergenza.

Tra breve la Valle d’Aosta sarà costretta a portare i propri rifiuti fuori Regione. L’esportazione dei rifiuti comporterà un aumento dei costi di trasporto e di smaltimento (non potendo finire in discarica i rifiuti valdostani dovranno essere inceneriti ad un costo doppio di quello attuale) che ricadranno sui cittadini.

Il buon senso imporrebbe di adottare immediatamente dei provvedimenti che consentano di ridurre la quantità di rifiuti da trasportare fuori regione:

  • incentivare azioni per la riduzione dei rifiuti;

  • incentivare azioni per il riuso dei beni dismessi;

  • incentivare il compostaggio domestico con sostanziosi sgravi in bolletta;

  • facilitare ed incentivare l’istallazione e l’uso di compostiere collettive;

  • partire immediatamente con la raccolta dell’umido nei centri abitati che già fanno il porta a porta (il conferimento dei rifiuti organici differenziati ai centri di compostaggio costa la metà di quanto costerebbe incenerirli);

  • applicare subito la tariffa puntuale dove si fa il porta a porta;

  • spingere l’imprenditoria privata locale a realizzare dei piccoli centri di compostaggio (esempio Valcompost);

  • prendere accordi con i centri di compostaggio industriali più vicini per trattare i rifiuti organici raccolti con il porta a porta in attesa che la Valle d’Aosta sia in grado di trattarli;

  • studiare come ottimizzare i percorsi per il conferimento dell’organico e dell’indifferenziato ai centri di trattamento e smaltimento (da Gressoney, Champorcher, Ayas o Valtournenche non avrebbe senso portare i rifiuti a Brissogne per poi trasportarli in Piemonte);

Questi interventi consentirebbero di:

  • prolungare la vita del terzo lotto riducendo i tempi dell’emergenza;

  • ridurre i costi a carico dei cittadini;

  • verificare in modo pratico i flussi di rifiuti al fine di stabilire le caratteristiche e le dimensioni dell’impianto di trattamento a freddo che dovrà consentire di chiudere il ciclo dei rifiuti in Valle d’Aosta.

Oltre l’emergenza

Risolvere il problema dei rifiuti non è solo possibile, ma anche “facile”: basta copiare quello che già fanno migliaia di comuni virtuosi in tutta Italia.

Perché il prossimo piano di gestione funzioni bisognerà:

  • unificare in una solo ambito territoriale i 9 SubATO a cui è attualmente affidata la raccolta dei rifiuti. La suddivisone del territorio valdostano in 9 SubATO complica la gestione della raccolta, innalza i costi di gestione, impedisce di uniformare il servizio e le tariffe su tutto il territorio regionale. Nove SubATO rappresentano un costo ingiustificato della politica che accresce gli sprechi e le inefficienze, moltiplicando per nove le spese di gestione del sistema di raccolta (9 centri di spesa; 9 uffici; 9 consigli di amministrazione; 9 appalti diversi; 9 sistemi di raccolta diversi; 9 sistemi di comunicazione; 9 ecc.).

  • modificare gli appalti che regolano lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e la valorizzazione di quelli differenziati. Attualmente entrambi i flussi sono controllati da Valeco che, operando in regime di monopolio ed in conflitto di interessi, impedisce che si instauri un ciclo virtuoso che premi l’incremento della quantità e della qualità della raccolta differenziata, contenendo il ricorso allo smaltimento in discarica. Perché ciò avvenga bisogna che i flussi della raccolta differenziata e dello smaltimento siano assegnati a soggetti diversi. L’attività di smaltimento, che non deve produrre utili, è opportuno che venga sottoposta al controllo pubblico. La raccolta differenziata deve essere affidata a ditte, non necessariamente pubbliche, per le quali la massimizzazione della quantità e la qualità dei rifiuti differenziati si traduca in guadagno mentre lo smaltimento in discarica dell’indifferenziato deve rappresentare un costo.

  • perseguire l’interesse della comunità instaurando una amministrazione trasparente ed efficiente che si basi sul coinvolgimento e sulla partecipazione della popolazione. A cosa serve avere l’autonomia se poi non si riesce a fare prima e meglio quello che comunità a statuto ordinario fanno già da tempo?

A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. (Giulio Andreotti)

Perché l’Assessore Bianchi non si preoccupa dell’imminente emergenza?

Che abbia già la soluzione in tasca?

Abbiamo il “timore” che, sotto la spinta dell’emergenza, possa decidere di assecondare il progetto di Valeco di trasformare il quarto lotto in una batteria di bioreattori a celle per produrre bio metano.

Lo studio di perfettibilità di Valeco a pagina 75 punto 5.1 recita infatti: “….in una prima fase, anche in relazione alla mancanza di aree e alla conseguente necessità dell’Amministrazione regionale di individuare un nuovo sito idoneo ad ospitare eventualmente un impianto dedicato di biostabilizzazione (n.d.r.: potrebbe anche essere qualcos’altro tipo un “piroannichilitore”), di valutare la possibilità di trasformare il costruendo IV lotto di discarica in un impianto attrezzato di trattamento anaerobico del sottovaglio “a freddo”, attraverso la creazione di celle in cui depositare il rifiuto; una volta colmate le celle verranno via via isolate mediante teli in HDPE con contestuale realizzazione dei presidi per la captazione del biogas da ogni cella e il ricircolo di percolato necessario per innescare il processo anaerobico. Il biogas estratto verrà avviato alla valorizzazione energetica. Il materiale una volta stabilizzato resta confinato nella sua cella”.

Una “soluzione” sciagurata che farebbe ulteriormente crescere la discarica per altri 7anni.
Alla fine, poiché lo spazio, nonostante i muri di contenimento in terra armata, si esaurirà (tutte le discariche prima o pio si esauriscono) ci troveremmo nuovamente in emergenza con la differenza che la discarica sarà diventata ancora più devastante e pericolosa, il problema valdostano dei rifiuti non sarà stato risolto, e, non essendoci altri luoghi per costruire un’altra batteria di bioreattori a celle, si rilancerà l’idea di costruire un fantascientifico “piroannichilitore” di ultimissima generazione. Se ciò accadesse avremmo perso tutti tranne Valeco che grazie al bio metano avrà accumulato un altro bel po’ di soldi.

I nostri oppositori diranno che questa visione è un incubo da psicopatici. Come si può pensare che ciò possa accadere dal momento che il 18 luglio 2014 la Giunta regionale ha approvato i nuovi indirizzi per la gestione dei rifiuti che prevede: la raccolta dell’organico, una tariffazione puntuale, il potenziamento della raccolta differenziata, il recupero della materia e il progressivo azzeramento della discarica di Brissogne?

Si può, si può, perché gli indizi che fano pensar male sono più d’uno:

  • i lavori di preparazione del quarto lotto che parevano conclusi sono ora ripresi. Si sta lavorando per adeguarlo ad accogliere i bioreattori a celle? Una volta completati i lavori la soluzione all’emergenza sarebbe pronta, lì a portata di mano. Come si farebbe a resistere ad un’opportunità così vantaggiosa. Tutto potrebbe restare invariato (sic!) ed i cittadini non dovrebbero pagare alcun sovrapprezzo per il trasporto fuori regione dei rifiuti. L’assessore si vanterebbe di aver risolto il problema nel modo più opportuno per le tasche dei valdostani. Chi potrebbe opporsi ad una soluzione così brillante?

  • Gli inspiegabili ritardi nell’avvio dell’attuazione del nuovo piano di gestione dei rifiuti. Se si cominciasse a portare fuori valle i rifiuti Valeco resterebbe senza materia prima;

  • Il fatto che la comunità montana Mont Rose vuole assolutamente rinnovare la gara di appalto per la raccolta dei rifiuti senza cambiare una virgola. La comunità montana Mont Rose sa forse già che tutto resterà come prima?

  • Il comune di Aosta ha inspiegabilmente accantonato il progetto di raccogliere in modo differenziato l’organico. Forse sta aspettando che siano i bioreattori a celle?

  • Il comune di Sarre dichiara di voler passare alla raccolta porta a porta ma si dimentica di parlare di raccolta dell’umido. Forse sa già che si potrà comunque smaltire il tal quale a Brissogne?

  • La discarica sta salendo ad altezze inusitate. Forse prima di chiudere il terzo lotto si sta aspettando che Valeco abbia ultimato la ristrutturazione del quarto?

Sinceramente speriamo che le nostre perplessità siano smentite dai fatti, ma, nel dubbio, vogliamo si sappia che siamo pronti a smascherare eventuali creative tentazioni volte ad aggirare quanto già deciso all’umanità dal consiglio regionale, ma soprattutto, vogliamo che sia rispettata la volontà dei valdostani che con la vittoria referendaria hanno detto di volere una gestione dei rifiuti corretta e trasparente.

 

10612737_807208489343780_1958419439638818987_n 10351902_807208186010477_5207905678182075280_n 1924362_807208726010423_3071878093036369594_n

 

 

Pubblicato in post

Batailles-Rifiuti: 1a 0

IMG_4883Nella meravigliosa cornice della conca di By si è svolta, domenica 24 agosto, la Bataiile des Reines. La Proloco di Ollomont, già sensibile al problema della raccolta dei rifiuti in un ambiente tanto bello quanto fragile durante le pacifiche invasioni dei Combats ha richiesto l’aiuto di ValleVirtuosa. Ringraziamo la Proloco e tutti i volontari per l’invito, la calda accoglienza e l’impegno. By conquista il “bosquet” #RifiutiZero (quasi). Virtuometro in rialzo!

Sono stati distribuiti più di 500 pasti.

Sulle bevande siamo meno precisi ma a valle il cassonetto è andato così

IMG_4899

E quello della plastica, pieno, così

Mentre le protagoniste si studiavano e intimidivano a vicenda

IMG_4885il risultato dell’indifferenziato era questo

I due in basso, eh...

I due in basso, eh…

Peraltro costituito per 3/4 da posate di plastica, cucchiaini da caffè o gelato e barattoli di metallo, Le posate bisognerà trovare il modo di riciclarle perchè sono di plastica, i secondi vengono recuperati dal calamitone.

Una giornata davvero speciale! Grazie a tutti, è la strada giusta!

 

Pubblicato in post