Raccolta differenziata? Tutta un’altra musica…

Anche quest’anno Etétrad, il festival di musica che si è tenuto dal 27 al 30 agosto nell’area verde di Gressan, è stato un successo.

Bella la musica, ambiente graIMG_7110devole e rilassato, interessanti le iniziative collaterali, suggestivi e attuali i temi proposti in musica, ottima idea il free festival&camping, impeccabile l’organizzazione. Abbiamo percepito passione e coinvolgimento nella direzione artistica.

Tutto bene, dunque? Ahimè, la raccolta differenziata è stata tutta un’altra musica.

A chi competeva l’organizzazione e la gestione dei rifiuti?

Abbiamo notato la presenza assidua di sindaco e giunta (amministrazione, quella di Gressan, che ha sottoscritto in campagna elettorale il documento di intenti verso “RifutiZero” il cui testo cita: “i futuri amministratori comunali si impegnano a… organizzare le écolo-fêtes e le sagre di paese affidando a volontari, opportunamente preparati, il compito di assistere i visitatori a differenziare in modo corretto i rifiuti nei punti di conferimento”). Non che fosse una richiesta particolarmente ardita, è un obbligo di legge!

Il risultato?

DSC_9553DSC_9554DSC_9565Ma si sa, la campagna elettorale è lontana!

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Nuovo Piano Rifiuti – Le nostre osservazioni per la VAS

Premessa
Redigere un Piano di Gestione dei Rifiuti che tenga conto delle linee votate all’unanimità dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta con la deliberazione n.667/XIV il 30 luglio 2014 è un problema tecnico che in altre parti d’Italia è stato risolto con successo ottenendo anche un risparmio per i cittadini.
Non c’è nulla da inventare, è tutto già scritto e sperimentato, basta copiare quanto fatto con successo in tante parti d’Italia:

  • uniformare il servizio su tutto il territorio regionale;
  • introdurre la raccolta differenziata dell’organico in tutto il territorio regionale;
  • incentivare il compostaggio domestico e collettivo dei rifiuti organici soprattutto nei centri rurali;
  • adottare la raccolta domiciliare in tutti i centri a maggior densità abitativa lasciando la raccolta stradale, in forma marginale, solamente nelle zone più disperse ed isolate;
    applicare una tariffa basata sulla effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti;
  • trattare tutti i rifiuti indifferenziati in una “Fabbrica dei Materiali” che estragga i materiali ancora riciclabili e che stabilizzi quelli che non lo sono, prima di smaltirli in modo conforme alla legge in discarica.

I problemi che in Valle d’Aosta impediscono l’applicazione di queste soluzioni, sono di natura politica:

  • voler mantenere il monopolio che il Gestore della discarica di Brissogne (Valeco) ha sullo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e sulla valorizzazione di quelli differenziati. Monopolio che, oltre a garantire i guadagni a Valeco a scapito degli utenti, impedisce di attuare qualsiasi seria politica di penalità o di premialità nei confronti dei subATO;
  • lasciare che i 9 subAto in cui è stato suddiviso il territorio regionale, decidano in modo scoordinato le modalità ed i tempi per l’introduzione della raccolta domiciliare;
  • imporre la realizzazione dell’impianto di selezione in un’area inadeguata all’interno del centro di Brissogne.

Ciò premesso il Comitato SI Può Fare non può esimersi dal chiede che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti venga modificato nei seguenti aspetti:

  1. Individuare un nuovo modello organizzativo e societario che consenta di sviluppare condizioni commerciali favorevoli al raggiungimento degli obiettivi del PRGR. 
Lo suggerisce il buonsenso e lo conferma l’esperienza pratica, affinché un sistema di gestione dei rifiuti funzioni “correttamente” bisogna che gli interessi economici e commerciali di chi si occupa di raccolta e selezione siano chiaramente distinti da quelli di chi si occupa di smaltimento 
Solo in questo caso, infatti, si può instaurare un circolo virtuoso che induca chi si occupa di raccolta (le Autorità d’ambito dei subATO) a massimizzare la qualità e la quantità dei rifiuti differenziati, per accrescere i ricavi derivanti dalla loro valorizzazione (conferimento al CONAI o vendita al libero mercato delle materie prime seconde), e a ridurre, di conseguenza, al minimo i rifiuti indifferenziati, per contenere i costi di smaltimento. 
Attualmente tutto questo in Valle d’Aosta non può avvenire.
La Legge Regionale 36/1987 assegnando ad in solo soggetto (la società Valeco, compartecipata al 20% dalla Amministrazione Regionale) la gestione dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati e la valorizzazione di quelli differenziati ha creato un monopolio ed un conflitto di interessi che hanno impedito un “corretto” sviluppo della raccolta differenziata che da anni è bloccata sotto i limiti minimi imposti dalla legge (siamo fermi da anni al 46% mentre avremmo dovuto arrivare al 65% entro il 2012).
  2. Definire, all’interno di ciascun subATO, le zone in cui verrà attivata la raccolta domiciliare. Al fine di evitare che i subATO sprechino risorse per la realizzazione di raccoglitori seminterrati in aree in cui è opportuno fare il porta a porta, il Nuovo PRGR deve stabilire i confini delle zone in cui verrà attivata la raccolta domiciliare.
  3. Chiarire che il mantenimento della raccolta stradale nelle zone assegnate a quella domiciliare è permesso solo in via transitoria. Nelle zone in cui la raccolta stradale si effettua con cassonetti mobili l’introduzione della raccolta domiciliare dovrà avvenire in occasione del prossimo rinnovo degli appalti. Dove la raccolta stradale si effettua con raccoglitori seminterrati l’introduzione della raccolta domiciliare dovrà avvenire non appena il sistema si dimostrerà inadeguato a rispettare i livelli minimi stabiliti dalla legge di differenziazione e di effettivo riciclo.
  4. Favorire l’aggregazione dei subATO attorno ai modelli più efficienti. Per ragioni che è facile comprendere per contenere i costi di gestione e razionalizzare il servizio di raccolta dei rifiuti, viste anche le ridotte dimensioni territoriali e l’esiguo numero di abitanti della Valle d’Aosta, gli estensori del nuovo PRGR auspicano l’aggregazione dei subATO in modo da ridurne il numero. Le ipotesi analizzate per valutare i possibili risparmi sono due: la prima prevede la riduzione del numero dei subATO da 9 a 4; la seconda l’aggregazione di tutti i subATO in un unico Ambito Territoriale Ottimale coincidente con l’intera regione. 
Il Comitato SI Può Fare ritiene che l’obbiettivo che si deve perseguire sia quello di arrivare ad un’unica Autorità d’Ambito.
Il processo di unificazione, però, non può avvenire a tavolino prima che le Unités des Communes abbiano armonizzato i propri sistemi di raccolta e tariffazione sulla base dei primi sette passi previsti dalla strategia Rifiuti Zero. Solo in questo modo l’aggregazione evolverà verso soluzioni omogenee ed efficienti che tendono a Rifiuti Zero.
  5. Evitare inutili spostamenti dei rifiuti. L’obbiettivo di fondo del Nuovo PRGR dovrebbe essere quello di ottimizzare la gestione dei rifiuti in modo da ridurre al minimo gli impatti ambientali e le spese a carico degli utenti. Secondo tale logica, i materiali differenziati (carta e cartone, vetro, organico nella fase 1 e 2 e multimateriale nella fase 1) che vengono valorizzati fuori regione devono essere inviati ai centri di riciclo per la strada più breve. 
E’ assurdo dal punto di vista economico ed ambientale (spese ed inquinamento connessi con trasporti inutili) far passare dal centro di Brissogne frazioni che ivi non subiscono alcuna lavorazione (organico e vetro) o quelle il cui trattamento si limita alla semplice pressatura (carta, cartone e multimateriale).
  6. Dare una interpretazione univoca e certa della normativa. Il Comitato SI Può Fare ritiene che dal 6 agosto 2013 la discarica di Brissogne non sia più a norma di legge. In tale data infatti è stata emessa la “Circolare Orlando” che ha decretato l’annullamento della proroga che consentiva lo smaltimento in discarica di rifiuti “tal quale”, in contrasto con quanto stabilito dal D.L 36/2003. Nonostante da allora la discarica non sia a norma, il 20/12/2013 è stata rinnovata l’AIA di Valeco, per la durata di 6 anni, dopo 5 proroghe, senza che si fosse dimostrato che i rifiuti conferiti avessero caratteristiche tali da permettere l’elusione dell’obbligo del pretrattamento. 
Il Nuovo PRGR deve indicare in modo chiaro ed inequivocabile se sia ammesso o meno conferire rifiuti non trattati nella discarica di Brissogne (rif. pag 114 del Volune I, paragrafo in cui si parla di interpretazione della legge 36/2003). Gli estensori del Piano in qualità di esperti qualificati non possono esimersi dal dirimere detto punto ed i funzionari regionali che elaboreranno la VAS non possono approvare un PRGR che preveda attività che “potrebbero essere contro la legge”.
  7. Rivedere il posizionamento degli impianti che la Regione impone di costruire a Brissogne. La scelta di posizionare tutti gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti differenziati ed indifferenziati all’interno del Centro di Brissogne presenta una serie di problemi. 
Alcuni sono legati al fatto che il Centro e l’annessa discarica si trovano in un’area inadatta. 
Altri di carattere logistico nascono dal fatto che l’area su cui sorge il Centro ha una estensione insufficiente ad accogliere i nuovi impianti di selezione e trattamento e a permettere contemporaneamente una adeguata ulteriore espansione della discarica (IV lotto).
Alla luce di queste considerazioni sarebbe opportuno studiare una soluzione più economica, efficiente e flessibile, in grado di rispondere meglio alle future esigenze.
 Perché non puntare ad utilizzare alcuni dei molti capannoni lasciati liberi da industrie dismesse che si trovano allo sbocco della Valle d’Aosta sulla Pianura Padana, dove devono necessariamente passare tutti i rifiuti differenziati per essere portati nei centri di riciclo del Piemonte o della Lombardia? 
L’utilizzo di capannoni già esistenti oltre a consentire la disponibilità di spazi adeguati, eliminando la necessità di eseguire nuove opere murarie, consentirebbe di risparmiare sia sui tempi che sui costi di realizzazione di una “vera” Fabbrica dei Materiali.
  8. Inserire tra i parametri da monitorare le tariffe pagate dagli utenti. Il Nuovo PRGR non prevede il monitoraggio delle tariffe pagate dagli utenti (rif. paragrafo 10.5 del Volume I).
Il Comitato SI Può Fare ritiene che tale mancanza rappresenti una grave lacuna.
Premesso che, per legge, tutte le spese sostenute per la gestione dei rifiuti devono essere coperte con gli introiti derivanti dalle tariffe pagate dagli utenti, è evidente che, a parità di servizio, minori sono le tariffe maggiore è l’efficienza del sistema.
Dall’analisi dei sistemi più virtuosi si è constatato che, contrariamente a quanto sarebbe logico aspettarsi, all’aumentare della qualità del servizio reso (maggiori percentuali di differenziazione, maggiori percentuali di effettivo riciclo, minore quantità di rifiuti indifferenziati prodotti) l’efficienza del sistema aumenta e le tariffe calano.
Le tariffe sono quindi un parametro sintetico e chiaro che consente a tutti di capire se i soldi degli utenti sono spesi bene (per gestire correttamente i rifiuti contenendo i danni ambientali) oppure male. 
Per poter valutare, in termini relativi ed assoluti, gli effetti che l’applicazione del Nuovo PRGR avrà sulle tariffe, il Comitato SI Può Fare chiede di utilizzare un grafico che metta a confronto, anno per anno, i valori medi registrati nei subATO con quello medio nazionale, con quello medio del consorzio TVtre e con l’andamento dell’indice ISTAT. 
La Valutazione Strategica Ambientale non può accettare un PRGR che, oltre a preoccuparsi di monitorare i parametri che consentono di valutare il raggiungimento dei limiti di legge, non tenga nella dovuta considerazione le tariffe pagate dagli utenti, che rappresentano il parametro fondamentale per valutare l’efficienza del sistema.
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Bidoni…..

In seguito alle linee guida votate all’unanimità dal Consiglio Regionale nella seduta del 30 luglio 2014, il Nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti dovrà prevedere l’adozione di 5 flussi di raccolta:
• Raccolta dell’organico – Alla fine anche la Valle d’Aosta, ultima regione Italiana a non aver mai raccolto in forma differenziata gli scarti di cucina, obbligata dalla legge, dalla discarica in esaurimento e dall’opinione pubblica, si arrende al buon senso ed alla storia ed avvia la raccolta separata della frazione organica. Per evitare di creare scompiglio nella organizzazione amministrativa dei 9 SubATO la raccolta partirà inizialmente solo negli ambiti i cui appalti di raccolta già lo prevedono (Comune di Aosta e 3 Comuni della comunità Montana Mont Rose) ;
• Raccolta della carta a del cartone – Nulla cambia nella raccolta della carta e del cartone in cui la Valle d’Aosta già eccelle;
• Raccolta del vetro –. Su richiesta del consorzio COREVE, per migliorare la qualità del materiale da avviare a riciclo, la raccolta del vetro diventa monomateriale. L’alluminio che era raccolto con il vetro, dal 1 giugno, dovrà essere conferito nel multimateriale;
• Raccolta del multimateriale – Per facilitare la vita ai cittadini Valdostani e per agevolare il raggiungimento del limite minimo di differenziazione del 65% imposto dalla legge (avremmo dovuto arrivarci entro il 2012), a partire dal 1 giugno, gli imballaggi leggeri a prevalentemente composizione plastica, gli oggetti di plastica, gli imballaggi di alluminio e quelli di acciaio saranno raggruppati in un unico flusso, quello del multimateriale. La selezione dei materiali sarà fatta, a spesa degli utenti valdostani, dal consorzio della plastica, il COREPLA;
• Raccolta dell’indifferenziato – Dove si raccoglie l’umido, l’indifferenziato diventa indifferenziato secco. Si tratta, assieme all’adozione di sistemi di individuazione delle utenze, di un passo indispensabile per poter applicare la tariffa puntuale, quella che è basata sulla quantità dei rifiuti indifferenziati prodotti da ciascun utente. Dove si continua a mescolare l’indifferenziato con l’umido, la maggior parte del territorio, per ora nulla cambia e nulla migliora;

Circa due mesi fa è cominciata la campagna informativa dell’Assessorato all’Ambiente per pubblicizzare in tutti i 9 Ambiti Territoriali (SubATO) in cui è suddivisa la Valle d’Aosta, le “Nuove modalità di raccolta dei rifiuti”. L’Assessore Bianchi ed i tecnici dell’Assessorato fiancheggiati di volta in volta dai rappresentanti delle Comunità Montane hanno incontrato i cittadini di ciascun SubATO per spiegare come saranno organizzati i nuovi flussi a livello regionale.

I 9 SubATO hanno organizzato incontri decentrati con i cittadini dei propri paesi, quartieri e/o villaggi per spiegare a livello locale l’organizzazione minuta della raccolta, gli orari di esposizione delle varie frazioni, i colori dei contenitori (purtroppo in ossequio all’autonomia dei vari SubATO, non esiste ancora una standardizzazione dei colori su tutto il territorio regionale) segnalando gli uffici per eventuali informazioni e fornendo opuscoli esplicativi.

Il Comune di Aosta (il più grande dei 9 SubATO) in occasione dell’introduzione dei nuovi flussi ha provveduto a distribuire a ciascuna delle proprie utenze un nuovo set di mastelli di vari colori (probabilmente, nell’intento mal riuscito di non creare confusione ed assecondare le abitudini degli utenti, i colori sono rimasti il più possibile –TROPPO- simili per i flussi preesistenti) dotati di codice a barre per individuare l’utenza e di scritte esplicative per indicare, anche ai daltonici o ai meno attenti ed informati, il tipo di rifiuti da conferire:
• Marrone per l’organico;
• Giallo per la carta;
• Arancione per il solo vetro e non per vetro e allumino come erroneamente scritto;
• Verde per l’indifferenziato secco;
• Grigio per il multimateriale.

I mastelli nuovi, come l’asfaltatura delle strade, tradizionalmente procrastinata per farla cadere a ridosso delle elezioni, sono piovuti dal cielo con le sembianze di un regalo della magnanima ed efficiente Amministrazione Comunale di Aosta.

Chiarito che non si tratta di un regalo e che come tutte le altre spese inerenti al servizio di gestione dei rifiuti (campagna informativa, raccolta, trattamento, smaltimento, amministrazione, investimenti, ecc.) anche l’acquisto e la distribuzione dei nuovi mastelli sarà a carico di noi utenti,

Ci domandiamo:

• Era proprio necessario sostituire tutti i mastelli?
• Perché dotare di mastelli per l’umido anche gli utenti che fanno il compostaggio domestico?
• Non sarebbe stato più economico apporre il codice a barre mettendo delle etichette adesive sui vecchi mastelli?
• Chi pagherà per la sostituzione dei mastelli di colore Arancione che portano erroneamente la scritta VETRO E ALLUMINIO?

L’ENNESIMO BIDONE …..AI CITTADINI DI AOSTA! VETRO O ALLUMINIO?

Questo dovrebbe essere il contenitore della nuova raccolta differenziata che partirà a giugno….ma quale?

…se VETRO e ALLUMINIO non andranno più insieme….perché ci hanno consegnato a marzo 2015 questo mastello? e per quale raccolta dei due materiali?

Confondere i cittadini è un ottimo pretesto per far fallire la raccolta differenziata e poi attribuire le colpe alla popolazione dicendo, come abbiamo sentito dire per anni, “è inutile. …i Valdostani non sono capaci e non saranno mai virtuosi come i Veneti o gli Altoatesini!”…..

Noi diciamo invece che una regione di 129 mila abitanti potrebbe essere il modello Rifiuti Zero per tutta l’Italia e i Valdostani hanno dimostrato, in circostanze difficili come l’alluvione o nelle zone colpite dal terremoto, di essere gente capace di grande generosità, coraggio e forte senso di solidarietà…..che non ha paura di superare le calamità naturali ed è in grado di alzarsi di nuovo….

Non sarà mica l’organizzazione della raccolta differenziata a mettere in ginocchio i Valdostani, no…?

Vogliamo degli amministratori seri ed onesti. …e poi vi facciamo vedere noi di che sono capaci i Valdostani!

W la Valle d’Aosta a Rifiuti Zero!

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Cassonetti molto poco intelligenti

Il nostro amico Antonio Russo avverte….”Avvisate Brescia e dite di venire a vedere ad Imperia il disastro causato dal combinato sistema a calotta e Tradeco”.

Noi continuiamo a dire…diffondiamo il “porta a porta ” e la tariffa puntuale….

I Valdostani saranno grati agli amministratori che faranno partire i due sistemi in Valle….

http://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/pi%C3%B9-ricicli-e-meno-paghi-brescia-segue-il-modello-parma-1.3013341

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DISCARICA: i SOCI IMBARAZZANTI di VALECO e della REGIONE VdA

Nei Link qui di seguito trovate quello che alcuni giornali hanno scritto circa le inchieste in cui sono coinvolti i membri della famiglia Grossi (Green Holding spa).
Per consultare i giornali che hanno raccontato le ultime vicende giudiziarie della famiglia Grossi ( nel campo della gestione di Discariche e di Bonifiche Rifiuti Tossici ) – è sufficiente digitare ” Arrestati i figli di Grossi “

>>> http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/16/rifiuti-arrestato-andrea-grossi-figlio-del-re-delle-bonifiche-drenati-soldi-dei-cittadini/1158179/    
>>>  http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/26/rifiuti-gestione-criminale-discarica-indeco-arrestati-i-figli-grossi/1235657/
>>> http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/11/27/news/arrestati_i_figli_del_re_delle_bonifiche_grossi_si_indaga_sulla_green_holding-101568445/

Il Sig. Antonio Romei ( citato nei link qui sopra ) è presidente di REA Dalmine – altra società dei Grossi – ed è nel CDA di Valeco.

E’ bene ricordare che della ATI 1 ( raggruppamento di imprese che avevano vinto l’appalto per la costruzione del pirogassificatore di Brissogne ) faceva parte la NOY Ambiente SPA – che a sua volta controlla un gruppo di imprese tutte riconducibili alla famiglia Grossi.

Questi i rapporti tra Valeco spa e alcune società controllate dai Grossi :
Valeco spa, attuale gestore ( e probabile futuro gestore della discarica di Brissogne almeno fino al 2017 ) è una società di proprietà : per il 20% della reg, Autonoma VdA, e per il restante 80% di Ecofin srl – che a sua volta è controllata da GREEN HOLDING spa, ASWS International ( tutte due controllate dai Grossi ).
Valeco è composta anche dal ramo valdostano di Baltea Service srl – di cui sono soci i sig.ri Piero Bal, Anna Fosson, Barmaverain Ugo, Barmaverain Beatrice, Rossi Pier Angelo, Rossi Andrea, Rossi Carla.

Tutte queste informazioni sono reperibili sulle visure camerali di Valeco spa, Ecofin srl ecc.(Valeco visura camerale 08-10-2014 – pdf ).
La ATI 1 é attualmente in causa con la regione VdA per i presunti danni che
riguardano la decisione ( a seguito del referendum del 2012) di abbandonare la costruzione del pirogassificatore. ( …la prima causa l’hanno persa il mese scorso ).

Premesso che si è tutti innocenti e immacolati …. fino a quando non ci sono sentenze definitive pronunciate da un tribunale ….. ci chiediamo però: è opportuno che la Regione autonoma Valle d’Aosta – attraverso Valeco spa, di cui è socia, si trovi in compagnia di soci che sono in una situazione così imbarazzante?

Che fine ha fatto l’Autonomia, su cui si organizzano convegni, dibattiti, conferenze … per poi farsi “controllare” da società di questo tipo?

E i cittadini che non si fidano di Valeco non hanno forse qualche buona ragione per non fidarsi?

Adesso siamo in periodo elettorale… Ma il periodo elettorale passa, mentre il problema della gestione imbarazzante della discarica… resta, e lo trasmettiamo ai nostri figli.

Che in campagna elettorale entrino anche problemi reali di questa portata, ci sembra non solo giusto ma forse doveroso….

Paolo Gino

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/16/rifiuti-arrestato-andrea-grossi-figlio-del-re-delle-bonifiche-drenati-soldi-dei-cittadini/1158179/

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Documento di Intenti Elezioni Comunali 10 maggio 2015

Di seguito il documento di richiesta di impegni precisi alle liste candidate alle elezioni amministrative del 10 maggio 2015

La versione scaricabile del documento si apre cliccando sul logo di VV qui sotto

VVverde orizz

DOCUMENTO DI INTENTI

Dalle parole ai fatti: attuazione a livello comunale dei dieci passi che portano a Rifiuti Zero”

Gentili Candidate e Candidati alle Elezioni Comunali del 10 maggio 2015,

l’associazione Valle Virtuosa ritiene necessario sottoporre alla Vostra attenzione la proposta per una corretta attuazione delle buone pratiche di gestione dei rifiuti, indispensabile in un programma amministrativo che si voglia definire serio e moderno.

Nei prossimi 5 anni, in accordo con la “Strategia Rifiuti Zero”, adottata da quasi 300 Comuni italiani, sarà fondamentale sviluppare una nuova cultura sulla partecipazione responsabile del cittadino e seguire anche in Valle d’Aosta i 10 passi verso l’obiettivo “Rifiuti Zero”, nella speranza di vedere l’intera nostra regione tra le prime ad adottare questo modello, alla stessa stregua di ciò che è avvenuto col rifiuto delle coltivazioni OGM.

In coerenza con la delibera del Consiglio regionale del 30.07.2014, che detta i nuovi indirizzi in tema di gestione dei rifiuti, riteniamo che i seguenti punti siano necessari per la salvaguardia della salute dei cittadini, per una maggiore attenzione all’ambiente e al delicato habitat alpino e, non ultimo, per un concreto risparmio economico a carico delle famiglie:

1. Promuovere la separazione alla fonte dei rifiuti. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo. Il valore aggiunto non e’ la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare per contribuire a conseguire la sostenibilità ambientale.

La separazione alla fonte della frazione organica (resti di cucina e verde) è un gesto di fondamentale importanza per facilitare la differenziazione ed il riciclo dei materiali contenuti nei rifiuti domestici.

Per ottenere buoni risultati si deve organizzare una capillare promozione ed una informazione permanente che coinvolga tutti i cittadini. Bisogna prevedere momenti di incontro per aiutare la popolazione a sciogliere eventuali dubbi sulla corretta raccolta.

In termini concreti vuol dire, per esempio, adottare le buone pratiche in tutti i luoghi pubblici quali scuole, ospedali, teatri e uffici e organizzare le écolo-fêtes e le sagre di paese, affidando a volontari, opportunamente preparati, il compito di assistere i visitatori a differenziare in modo corretto i rifiuti nei punti di conferimento. In questo modo oltre ad ottenere una raccolta differenziata di elevata qualità, si può avere un’importante azione informativa ed educativa per l’esercizio delle buone pratiche.

2. Promuovere la raccolta porta a porta in tutti i comuni del fondovalle. La raccolta differenziata “porta a porta”, si è dimostrato il sistema più efficace ed economico per raggiungere in poco tempo alte percentuali (superiori al 70%) di RD di materiali di buona qualità.


In Valle d’Aosta la raccolta porta a porta utilizzerà
cinque contenitori di colore diverso (organico, carta e cartone, vetro, multimateriale (plastica e metalli) e residuo secco) e il ritiro dei diversi contenitori avverrà secondo un calendario settimanale prestabilito.

Il segreto del porta a porta è che si tratta di un sistema facilmente e rapidamente attuabile che privilegia l’impiego di manodopera agli investimenti in complesse tecnologie. Il fatto che l’operatore possa in qualsiasi momento controllare il contenuto dei contenitori responsabilizza gli utenti che sono così indotti a comportarsi in modo corretto.

Laddove è stato possibile promuovere il sistema “porta a porta”, si sono riscontrati immediatamente risultati che hanno superato le migliori aspettative.

Contrariamente a quello che si potrebbe essere indotti a credere, nonostante la maggiore incidenza del costo della raccolta, il porta a porta determina una tale riduzione dei costi di smaltimento ed un tale incremento della qualità dei materiali raccolti che il costo complessivo della gestione dei rifiuti cala. Laddove si pratica il porta a porta le tariffe che pagano gli utenti risultano molto inferiori a quelle ottenibili con la raccolta stradale.

3. Promuovere il compostaggio della frazione organica. Poiché la frazione organica rappresenta il 25/30% dei rifiuti urbani è impensabile ottenere i limiti di differenziazione previsti dalla legge (65% entro il 2012) senza raccogliere la frazione organica.

Se si considera che la sostanza organica è quella che crea maggiori problemi in discarica (metano climalterante e percolato che potrebbe inquinare la falda acquifera) ma che è anche la frazione più facilmente riciclabile, si capisce immediatamente l’utilità di trasformarla in compost in prossimità dei luoghi di utilizzo dello stesso evitando inutili spostamenti.

In base a tali considerazioni il compostaggio domestico deve essere incentivato con facilitazioni tariffarie in tutte le zone abitative dove il compost prodotto possa essere utilizzato in orti o giardini.

In alternativa, dove la concentrazione di persone è più elevata (alberghi, comunità, villaggi) si devono incentivare le compostiere elettromeccaniche di prossimità che consentono di trattare in modo più comodo e sicuro maggiori quantità di rifiuti organici limitando l’inquinamento e spreco di risorse economiche per il trasporto della frazione umida a centri di compostaggio industriale.

La realizzazione di impianti di compostaggio di maggiori dimensioni al sevizio delle aree urbane devono essere basati su processi aerobici e devono essere posti in aree rurali in modo che il compost prodotto sia vicino alle aree di utilizzo.

4. Facilitare il riciclaggio. Nella realtà valdostana, dove non è possibile raggiungere quantitativi sufficienti di RD per giustificare la realizzazione di impianti industriali di riciclaggio, bisogna puntare a creare dei centri di pre trattamento e raffinazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata in modo da ricavare il massimo valore dal loro conferimento ai centri CONAI o sul mercato libero delle materie prime seconde. In tale ottica è importantissimo vigilare affinché la RD sia fatta in modo da non pregiudicare la qualità dei materiali raccolti. Un esempio emblematico in tal senso è la modalità di raccolta del vetro. In alcuni casi, per risparmiare sui movimenti dei camion, anziché dei veicoli con dei cassoni a vasca si utilizzano dei compattatori che compattano le bottiglie sminuzzandole al punto da rendere molto difficile la selezione e la raffinazione del vetro da parte delle vetrerie. In questo modo a fronte di un risparmio per la ditta che effettua la raccolta si ha una perdita di qualità che si ripercuote sulle tariffe pagate dai cittadini.

5. Promuovere azioni volte a prevenire la produzione dei rifiuti. Promuovere il compostaggio domestico, sostituire le stoviglie a perdere con bottiglie e stoviglie riutilizzabili soprattutto nelle mense e nelle feste paesane, incentivare l’utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia) e realizzare le “case dell’acqua, favorire l’utilizzo dei pannolini lavabili, premiare le aziende e i negozi che adottano misure di riduzione degli imballaggi o sistemi di imballaggio completamente riciclabili (per es. cartone che sostituisce la plastica) oppure che consentono l’uso di contenitori riutilizzabili messi a disposizione dagli acquirenti dei prodotti venduti.

6. Incentivare attività mirate al riuso e alla riparazione degli oggetti dismessi. Promuovere il riuso di beni quali vestiti, mobili o elettrodomestici che possono essere riutilizzati anche se usati e incentivare la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli come infissi o sanitari possono essere recuperati.

Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste un grande valore economico, che può produrre positivi effetti sulla occupazione a livello locale.

Una fase importantissima per togliere dal ciclo di smaltimento dei rifiuti gli oggetti che, pur essendo stati dismessi, conservano ancora del valore, è svolto dall’intercettazione degli stessi, in una apposita area posta prima dell’ingresso nei centri di conferimento (isole ecologiche). Per legge infatti gli oggetti che varcano la soglia dei centri di conferimento diventano rifiuti e non sono più riutilizzabili. L’istituzione di un filtro in ingresso alle isole ecologiche, oltre a consentire il recupero di oggetti di valore, genera lavoro e riduce in modo significativo le spese di smaltimento.

7. Adottare nel più breve tempo possibile la tariffazione puntuale. L’introduzione di sistemi di tariffazione basati sulla effettiva produzione di rifiuti non riciclabili oltre a spingere gli utenti a massimizzare la raccolta differenziata li induce a fare acquisti che minimizzino la produzione di rifiuti.

Le realtà italiane che hanno introdotto la tariffa basata sul principio “chi inquina paga”, oltre ad ottenere in brevissimo tempo un consistente incremento della qualità e della percentuale della RD (sono normali percentuali superiori all’80%) hanno registrato anche una progressiva riduzione nella quantità dei rifiuti prodotti. Ciò ha indotto un circolo virtuoso che ha determinato un significativo calo delle tariffe a carico delle famiglie.

In Valle si assiste purtroppo al fenomeno inverso, ovvero molti cittadini virtuosi vengono scoraggiati dal perseguire le buone pratiche proprio perchè non premiati economicamente e valorizzati nelle loro azioni positive. Per questo motivo gli amministratori locali devono chiedere una rapida riorganizzazione delle Unités des Communes (subATO) al fine di uniformare la gestione dei rifiuti secondo una sola metodologia di raccolta (porta a porta in tutti i centri ad elevata densità abitativa e raccolta in cassonetti interrati dotati di sistemi di identificazione degli utenti in tutti i centri a bassa densità abitativa) con l’applicazione della tariffa puntuale su tutto il territorio valdostano.

8. Trattamento finale dei rifiuti indifferenziati. Da agosto 2013 la legge impone che i rifiuti indifferenziati siano trattati in un impianto di selezione, in modo da estrarre e stabilizzare la frazione organica residua, estrarre ed isolare i rifiuti tossici e recuperare i materiali riciclabili sfuggiti alla RD.

La realizzazione in Valle di una “fabbrica dei materiali”, riducendo al minimo la quantità di rifiuto secco stabilizzato non differenziabile, consentirebbe di rendere sicura e a norma di legge la discarica di Brissogne, minimizzare l’utilizzo della discarica aumentandone indefinitamente la vita (il residuo secco in uscita dalla fabbrica dei materiali sarà di gran lunga inferiore alle eventuali ceneri prodotte da qualsiasi eventuale futuristico inceneritore) e ridurre le spese di smaltimento.

9.Realizzazione di un centro di ricerca e riprogettazione dei rifiuti non riciclabili. Per ottenere il completo azzeramento dei rifiuti è necessario affiancare alla fabbrica dei materiali un centro di ricerca che consenta di individuare gli errori di progettazione che hanno portato alla produzione di oggetti o imballaggi che non possano essere totalmente e facilmente recuperati. Lo scopo del centro sarà quello di fornire un feedback alle fabbriche per ottenere: la produzione di prodotti facilmente riparabili e totalmente riciclabili (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e la promozione di buone pratiche di acquisto che portino i consumatori ad escludere dai propri acquisti oggetti o prodotti nocivi alla salute ed all’ambiente.

10.Azzeramento totale dei rifiuti. L’obbiettivo è quello di raggiungere entro il 2020 una significativa riduzione dei rifiuti. La strategia Rifiuti Zero va oltre al semplice riciclaggio, puntando alla creazione di una diffusa cultura della sostenibilità. In questo modo la strategia Rifiuti Zero, innescata dal “trampolino” del porta a porta, deve diventare a sua volta il “trampolino” per l’attivazione di un vasto percorso di sostenibilità, che ci permetta di avviare il risanamento del pianeta.

La strategia “Rifiuti Zero” si sposa con la Carta programmatica dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.

L’ISDE, attraverso i medici iscritti, si batte per garantire che i cittadini vivano in un ambiente sano e sostenibile, in quanto il rapporto ambiente e salute è interdipendente e indissolubile per la prevenzione delle malattie causate dall’inquinamento nelle sue varie forme.

In un momento in cui tutte le forze politiche, a parole, si dichiarano favorevoli all’applicazione di buone pratiche di gestione dei rifiuti, Valle Virtuosa chiede ai futuri amministratori comunali di sottoscrivere il presente documento per testimoniare il loro impegno a mettere in pratica, per le attività di propria competenza, le azioni che portano a Rifiuti Zero.

Per facilitare la scelta degli elettori, Valle virtuosa renderà pubblica prima del voto, la lista dei Partiti, dei Movimenti e delle Liste Civiche che aderiranno al documento.

Le adesioni dovranno pervenire a Valle Virtuosa entro il 4 Maggio a uno dei seguenti indirizzi:

Valle Virtuosa – Frazione Saint Maurice, 23 – 11010 Sarre

vallevirtuosa@gmail.com

Valle Virtuosa

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Buona Pasqua

Nel farvi gli auguri di Pasqua qualche consiglio sugli imballaggi

pasqua

INCARTO delle UOVA di PASQUA : che materiale è e come si smaltisce

Roma, 14 Aprile 2014
Sia per la colomba che per la cioccolata alcune confezioni sono in alluminio, altre in poliaccoppiato: regole per il riciclo e idee per riutilizzare i materiali

Plastica o alluminio? Non è sempre chiaro a quale categoria di rifiuti appartenga l’incarto delle uova pasquali. La maggior parte delle produzioni artigianali – come quelle in vendita nei bar, pasticcerie e cioccolaterie – è fatta di alluminio e quindi va smaltita come tale. Si tratta di una materia prima recuperabile al 100% – le caratteristiche principali del prodotto riciclato sono uguali a quelle del minerale originale – per cui è fondamentale avviare gli scarti a un corretto smaltimento. Secondo dati del Cial, il Consorzio italiano imballaggi in alluminio, il 90% dell’alluminio utilizzato in Italia proviene da riciclo e la raccolta differenziata consente di risparmiare il 95% dell’energia di produzione.

Le uova da supermercato invece sono generalmente incartate con un materiale misto: poliaccoppiato di plastica e alluminio. In questo caso lo smaltimento segue regole differenti: nei comuni in cui i due materiali si raccolgono insieme, la carta della cioccolata può essere gettata negli appositi contenitori. Se l’alluminio è invece abbinato al vetro, la confezione va smaltita insieme alla plastica: questo perché la percentuale di alluminio presente nel poliaccoppiato è piuttosto bassa.

In alcuni casi le uova sono avvolte da TNT, il cosiddetto tessuto non tessuto, che va buttato nell’indifferenziata.

COME SMALTIRE LA CONFEZIONE DI COLOMBA
Le stesse regole sul poliaccoppiato valgono anche per le confezioni di colomba, specie quelle artigianali solitamente avvolte nella carta plastificata. Per quanto riguarda i prodotti da supermercato, invece, è opportuno separare il cartone della confezione esterna dalla plastica che avvolge il dolce.

AQUILONE O CARTA DA REGALO: COME RIUTILIZZARE LA CARTA DELLE UOVA
Il poliaccoppiato di alluminio e plastica è un materiale piuttosto resistente. Può essere smaltito correttamente nei raccoglitori per la plastica ma può essere anche riutilizzato, sotto diverse forme. Un’idea è quella di riciclarlo come carta da regalo, per impacchettare un dono o anche per creare una coccarda. Considerato che si tratta spesso di involucri molto colorati, un’altra soluzione potrebbe essere quella di riutilizzarli per costruire un aquilone: basterà munirsi di bastoncini, colla e filo di nylon e seguire qualche tutorial sul web. Il foglio di poliaccoppiato può essere riutilizzato infine per avvolgere un cartoncino quadrato e rettangolare, da usare come segnalibro.

IMBALLAGGI IN PLASTICA E ALLUMINIO: ASSEGNATI GLI OSCAR 2014
Il 9 aprile l’Istituto italiano imballaggi ha assegnato i cinque Oscar 2014 ai prodotti dalla confezione più sostenibile. Cinque i vincitori di questa edizione dedicata al quality design: Refilly, la confezione “ricaricabile” di Illy Caffè; Helix, il tappo di sughero di Amorim Cork Italia; Twist Can, la lattina in acciaio di New Box; il TetraTop di Tetra Pak; Darfresh in contenitore per cibo di Sealed Air.

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RIFIUTIamoci di pagare di più

SIAMO STUFI di PAGARE la TASSA sui RIFIUTI SEMPRE PIU’ CARA e non avere servizi adeguati?
E di VEDERE i  VICINi che PAGANO QUANTO NOI ANCHE SE NON FANNO la RACCOLTA DIFFERENZIATA e BUTTANO TUTTO NELLO STESSO SACCO della SPAZZATURA?

Venerdì 27 marzo il Dott. Enzo Favoino, uno dei massimi esperti internazionali di rifiuti, ci illustrerà come la raccolta differenziata BEN ORGANIZZATA FA RISPARMIARE I CITTADINI!

Lo sanno bene in altre città e comuni!

 

PARTECIPIAMO E DIFFONDIAMO!

rifiutiamoci completo

Comunicato Stampa di Libera (di cui VV fa parte)

Il prossimo 21 marzo si celebrerà la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie, a Bologna. Anche la Valle d’Aosta sarà presente, con una delegazione rappresentata dai soci del coordinamento regionale di Libera, da studenti del liceo Bérard di Aosta (indirizzo linguistico), dell’Isitp di Verrès (presidio “Bruno Caccia”), del Regina Maria Adelaide di Aosta.

I costi del viaggio – è stato prenotato un pullman doppio considerata l’adesione di 90 persone – sono a carico dei partecipanti, poiché quest’anno non è stato deliberato, da parte dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione, lo stanziamento dei soldi utili al pagamento del pullman come per i precedenti anni scolastici e rientrante, pur essendo due progetti differenti, nel “Percorso della Legalità”.

“Passando da una totale gratuità ad una richiesta di una quota di adesione di 15 euro, abbiamo preferito mantenere bassa la cifra. La copertura totale del viaggio sarà garantita dal coordinamento regionale di Libera e qui lanciamo un appello: in occasione del ventennale di Libera, è stata realizzata una pasta – spaghettoni di Gragnano – dal grano coltivato sui terreni confiscati alle mafie. I pacchetti da un chilo saranno oggetto di una raccolta fondi (offerta minima 8 euro, di cui 6 serviranno a finanziare le cooperative), i cui primi appuntamenti saranno: sabato 14 marzo alle 18.30 e domenica 15 marzo alle 10.30 e alle 18.30 sul piazzale della parrocchia dell’Immacolata di viale Lexert Aosta; giovedì 19 marzo al mattino a Hone, in concomitanza con il mercato; lunedì 23 e lunedì 30 marzo al mattino, in concomitanza con il mercato di Verrès (questi tre appuntamenti saranno organizzati e gestiti dal presidio di studenti “Bruno Caccia”)”.

Alla memoria Libera affianca da sempre l’impegno. Un impegno che si declina anche e prima di tutto come sentinelle sul nostro territorio. Per questo, Libera Valle d’Aosta evidenzia con forza il lavoro dei pm Daniela Isaia e Stefano Castellani e dei Carabinieri di Aosta: in ultimo, in un’informativa dei Carabinieri si sottolineano frequentazioni dell’imprenditore Tropiano con soggetti di caratura criminale organicamente inseriti nella ‘ndrangheta. Un lavoro sul quale si è basato anche il Tar, il quale ha deciso che l’imprenditore non potrà riavere il porto d’armi e i fucili da tiro a volo che gli erano stati ritirati nel corso delle indagini dell’inchiesta “Tempus Venit”.

“Un lavoro importante, una decisione altrettanto significativa, che ci auguriamo conduca ad aprire una riflessione sull’assoluzione in secondo grado dell’imprenditore per favoreggiamento, nell’ambito dell’operazione Tempus Venit. Crediamo che questo elemento debba essere preso in considerazione anche in relazione al ruolo di Giuseppe Tropiano all’interno del Comitato della Festa dei Santi Giorgio e Giacomo che ha sede presso la parrocchia di Saint-Martin di Aosta, auspicando che da quest’ultima arrivino risposte chiare come già chiedemmo in passato”.