Documento di Intenti Elezioni Comunali 10 maggio 2015

Di seguito il documento di richiesta di impegni precisi alle liste candidate alle elezioni amministrative del 10 maggio 2015

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DOCUMENTO DI INTENTI

Dalle parole ai fatti: attuazione a livello comunale dei dieci passi che portano a Rifiuti Zero”

Gentili Candidate e Candidati alle Elezioni Comunali del 10 maggio 2015,

l’associazione Valle Virtuosa ritiene necessario sottoporre alla Vostra attenzione la proposta per una corretta attuazione delle buone pratiche di gestione dei rifiuti, indispensabile in un programma amministrativo che si voglia definire serio e moderno.

Nei prossimi 5 anni, in accordo con la “Strategia Rifiuti Zero”, adottata da quasi 300 Comuni italiani, sarà fondamentale sviluppare una nuova cultura sulla partecipazione responsabile del cittadino e seguire anche in Valle d’Aosta i 10 passi verso l’obiettivo “Rifiuti Zero”, nella speranza di vedere l’intera nostra regione tra le prime ad adottare questo modello, alla stessa stregua di ciò che è avvenuto col rifiuto delle coltivazioni OGM.

In coerenza con la delibera del Consiglio regionale del 30.07.2014, che detta i nuovi indirizzi in tema di gestione dei rifiuti, riteniamo che i seguenti punti siano necessari per la salvaguardia della salute dei cittadini, per una maggiore attenzione all’ambiente e al delicato habitat alpino e, non ultimo, per un concreto risparmio economico a carico delle famiglie:

1. Promuovere la separazione alla fonte dei rifiuti. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo. Il valore aggiunto non e’ la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare per contribuire a conseguire la sostenibilità ambientale.

La separazione alla fonte della frazione organica (resti di cucina e verde) è un gesto di fondamentale importanza per facilitare la differenziazione ed il riciclo dei materiali contenuti nei rifiuti domestici.

Per ottenere buoni risultati si deve organizzare una capillare promozione ed una informazione permanente che coinvolga tutti i cittadini. Bisogna prevedere momenti di incontro per aiutare la popolazione a sciogliere eventuali dubbi sulla corretta raccolta.

In termini concreti vuol dire, per esempio, adottare le buone pratiche in tutti i luoghi pubblici quali scuole, ospedali, teatri e uffici e organizzare le écolo-fêtes e le sagre di paese, affidando a volontari, opportunamente preparati, il compito di assistere i visitatori a differenziare in modo corretto i rifiuti nei punti di conferimento. In questo modo oltre ad ottenere una raccolta differenziata di elevata qualità, si può avere un’importante azione informativa ed educativa per l’esercizio delle buone pratiche.

2. Promuovere la raccolta porta a porta in tutti i comuni del fondovalle. La raccolta differenziata “porta a porta”, si è dimostrato il sistema più efficace ed economico per raggiungere in poco tempo alte percentuali (superiori al 70%) di RD di materiali di buona qualità.


In Valle d’Aosta la raccolta porta a porta utilizzerà
cinque contenitori di colore diverso (organico, carta e cartone, vetro, multimateriale (plastica e metalli) e residuo secco) e il ritiro dei diversi contenitori avverrà secondo un calendario settimanale prestabilito.

Il segreto del porta a porta è che si tratta di un sistema facilmente e rapidamente attuabile che privilegia l’impiego di manodopera agli investimenti in complesse tecnologie. Il fatto che l’operatore possa in qualsiasi momento controllare il contenuto dei contenitori responsabilizza gli utenti che sono così indotti a comportarsi in modo corretto.

Laddove è stato possibile promuovere il sistema “porta a porta”, si sono riscontrati immediatamente risultati che hanno superato le migliori aspettative.

Contrariamente a quello che si potrebbe essere indotti a credere, nonostante la maggiore incidenza del costo della raccolta, il porta a porta determina una tale riduzione dei costi di smaltimento ed un tale incremento della qualità dei materiali raccolti che il costo complessivo della gestione dei rifiuti cala. Laddove si pratica il porta a porta le tariffe che pagano gli utenti risultano molto inferiori a quelle ottenibili con la raccolta stradale.

3. Promuovere il compostaggio della frazione organica. Poiché la frazione organica rappresenta il 25/30% dei rifiuti urbani è impensabile ottenere i limiti di differenziazione previsti dalla legge (65% entro il 2012) senza raccogliere la frazione organica.

Se si considera che la sostanza organica è quella che crea maggiori problemi in discarica (metano climalterante e percolato che potrebbe inquinare la falda acquifera) ma che è anche la frazione più facilmente riciclabile, si capisce immediatamente l’utilità di trasformarla in compost in prossimità dei luoghi di utilizzo dello stesso evitando inutili spostamenti.

In base a tali considerazioni il compostaggio domestico deve essere incentivato con facilitazioni tariffarie in tutte le zone abitative dove il compost prodotto possa essere utilizzato in orti o giardini.

In alternativa, dove la concentrazione di persone è più elevata (alberghi, comunità, villaggi) si devono incentivare le compostiere elettromeccaniche di prossimità che consentono di trattare in modo più comodo e sicuro maggiori quantità di rifiuti organici limitando l’inquinamento e spreco di risorse economiche per il trasporto della frazione umida a centri di compostaggio industriale.

La realizzazione di impianti di compostaggio di maggiori dimensioni al sevizio delle aree urbane devono essere basati su processi aerobici e devono essere posti in aree rurali in modo che il compost prodotto sia vicino alle aree di utilizzo.

4. Facilitare il riciclaggio. Nella realtà valdostana, dove non è possibile raggiungere quantitativi sufficienti di RD per giustificare la realizzazione di impianti industriali di riciclaggio, bisogna puntare a creare dei centri di pre trattamento e raffinazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata in modo da ricavare il massimo valore dal loro conferimento ai centri CONAI o sul mercato libero delle materie prime seconde. In tale ottica è importantissimo vigilare affinché la RD sia fatta in modo da non pregiudicare la qualità dei materiali raccolti. Un esempio emblematico in tal senso è la modalità di raccolta del vetro. In alcuni casi, per risparmiare sui movimenti dei camion, anziché dei veicoli con dei cassoni a vasca si utilizzano dei compattatori che compattano le bottiglie sminuzzandole al punto da rendere molto difficile la selezione e la raffinazione del vetro da parte delle vetrerie. In questo modo a fronte di un risparmio per la ditta che effettua la raccolta si ha una perdita di qualità che si ripercuote sulle tariffe pagate dai cittadini.

5. Promuovere azioni volte a prevenire la produzione dei rifiuti. Promuovere il compostaggio domestico, sostituire le stoviglie a perdere con bottiglie e stoviglie riutilizzabili soprattutto nelle mense e nelle feste paesane, incentivare l’utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia) e realizzare le “case dell’acqua, favorire l’utilizzo dei pannolini lavabili, premiare le aziende e i negozi che adottano misure di riduzione degli imballaggi o sistemi di imballaggio completamente riciclabili (per es. cartone che sostituisce la plastica) oppure che consentono l’uso di contenitori riutilizzabili messi a disposizione dagli acquirenti dei prodotti venduti.

6. Incentivare attività mirate al riuso e alla riparazione degli oggetti dismessi. Promuovere il riuso di beni quali vestiti, mobili o elettrodomestici che possono essere riutilizzati anche se usati e incentivare la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli come infissi o sanitari possono essere recuperati.

Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste un grande valore economico, che può produrre positivi effetti sulla occupazione a livello locale.

Una fase importantissima per togliere dal ciclo di smaltimento dei rifiuti gli oggetti che, pur essendo stati dismessi, conservano ancora del valore, è svolto dall’intercettazione degli stessi, in una apposita area posta prima dell’ingresso nei centri di conferimento (isole ecologiche). Per legge infatti gli oggetti che varcano la soglia dei centri di conferimento diventano rifiuti e non sono più riutilizzabili. L’istituzione di un filtro in ingresso alle isole ecologiche, oltre a consentire il recupero di oggetti di valore, genera lavoro e riduce in modo significativo le spese di smaltimento.

7. Adottare nel più breve tempo possibile la tariffazione puntuale. L’introduzione di sistemi di tariffazione basati sulla effettiva produzione di rifiuti non riciclabili oltre a spingere gli utenti a massimizzare la raccolta differenziata li induce a fare acquisti che minimizzino la produzione di rifiuti.

Le realtà italiane che hanno introdotto la tariffa basata sul principio “chi inquina paga”, oltre ad ottenere in brevissimo tempo un consistente incremento della qualità e della percentuale della RD (sono normali percentuali superiori all’80%) hanno registrato anche una progressiva riduzione nella quantità dei rifiuti prodotti. Ciò ha indotto un circolo virtuoso che ha determinato un significativo calo delle tariffe a carico delle famiglie.

In Valle si assiste purtroppo al fenomeno inverso, ovvero molti cittadini virtuosi vengono scoraggiati dal perseguire le buone pratiche proprio perchè non premiati economicamente e valorizzati nelle loro azioni positive. Per questo motivo gli amministratori locali devono chiedere una rapida riorganizzazione delle Unités des Communes (subATO) al fine di uniformare la gestione dei rifiuti secondo una sola metodologia di raccolta (porta a porta in tutti i centri ad elevata densità abitativa e raccolta in cassonetti interrati dotati di sistemi di identificazione degli utenti in tutti i centri a bassa densità abitativa) con l’applicazione della tariffa puntuale su tutto il territorio valdostano.

8. Trattamento finale dei rifiuti indifferenziati. Da agosto 2013 la legge impone che i rifiuti indifferenziati siano trattati in un impianto di selezione, in modo da estrarre e stabilizzare la frazione organica residua, estrarre ed isolare i rifiuti tossici e recuperare i materiali riciclabili sfuggiti alla RD.

La realizzazione in Valle di una “fabbrica dei materiali”, riducendo al minimo la quantità di rifiuto secco stabilizzato non differenziabile, consentirebbe di rendere sicura e a norma di legge la discarica di Brissogne, minimizzare l’utilizzo della discarica aumentandone indefinitamente la vita (il residuo secco in uscita dalla fabbrica dei materiali sarà di gran lunga inferiore alle eventuali ceneri prodotte da qualsiasi eventuale futuristico inceneritore) e ridurre le spese di smaltimento.

9.Realizzazione di un centro di ricerca e riprogettazione dei rifiuti non riciclabili. Per ottenere il completo azzeramento dei rifiuti è necessario affiancare alla fabbrica dei materiali un centro di ricerca che consenta di individuare gli errori di progettazione che hanno portato alla produzione di oggetti o imballaggi che non possano essere totalmente e facilmente recuperati. Lo scopo del centro sarà quello di fornire un feedback alle fabbriche per ottenere: la produzione di prodotti facilmente riparabili e totalmente riciclabili (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e la promozione di buone pratiche di acquisto che portino i consumatori ad escludere dai propri acquisti oggetti o prodotti nocivi alla salute ed all’ambiente.

10.Azzeramento totale dei rifiuti. L’obbiettivo è quello di raggiungere entro il 2020 una significativa riduzione dei rifiuti. La strategia Rifiuti Zero va oltre al semplice riciclaggio, puntando alla creazione di una diffusa cultura della sostenibilità. In questo modo la strategia Rifiuti Zero, innescata dal “trampolino” del porta a porta, deve diventare a sua volta il “trampolino” per l’attivazione di un vasto percorso di sostenibilità, che ci permetta di avviare il risanamento del pianeta.

La strategia “Rifiuti Zero” si sposa con la Carta programmatica dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.

L’ISDE, attraverso i medici iscritti, si batte per garantire che i cittadini vivano in un ambiente sano e sostenibile, in quanto il rapporto ambiente e salute è interdipendente e indissolubile per la prevenzione delle malattie causate dall’inquinamento nelle sue varie forme.

In un momento in cui tutte le forze politiche, a parole, si dichiarano favorevoli all’applicazione di buone pratiche di gestione dei rifiuti, Valle Virtuosa chiede ai futuri amministratori comunali di sottoscrivere il presente documento per testimoniare il loro impegno a mettere in pratica, per le attività di propria competenza, le azioni che portano a Rifiuti Zero.

Per facilitare la scelta degli elettori, Valle virtuosa renderà pubblica prima del voto, la lista dei Partiti, dei Movimenti e delle Liste Civiche che aderiranno al documento.

Le adesioni dovranno pervenire a Valle Virtuosa entro il 4 Maggio a uno dei seguenti indirizzi:

Valle Virtuosa – Frazione Saint Maurice, 23 – 11010 Sarre

vallevirtuosa@gmail.com

Valle Virtuosa

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Buona Pasqua

Nel farvi gli auguri di Pasqua qualche consiglio sugli imballaggi

pasqua

INCARTO delle UOVA di PASQUA : che materiale è e come si smaltisce

Roma, 14 Aprile 2014
Sia per la colomba che per la cioccolata alcune confezioni sono in alluminio, altre in poliaccoppiato: regole per il riciclo e idee per riutilizzare i materiali

Plastica o alluminio? Non è sempre chiaro a quale categoria di rifiuti appartenga l’incarto delle uova pasquali. La maggior parte delle produzioni artigianali – come quelle in vendita nei bar, pasticcerie e cioccolaterie – è fatta di alluminio e quindi va smaltita come tale. Si tratta di una materia prima recuperabile al 100% – le caratteristiche principali del prodotto riciclato sono uguali a quelle del minerale originale – per cui è fondamentale avviare gli scarti a un corretto smaltimento. Secondo dati del Cial, il Consorzio italiano imballaggi in alluminio, il 90% dell’alluminio utilizzato in Italia proviene da riciclo e la raccolta differenziata consente di risparmiare il 95% dell’energia di produzione.

Le uova da supermercato invece sono generalmente incartate con un materiale misto: poliaccoppiato di plastica e alluminio. In questo caso lo smaltimento segue regole differenti: nei comuni in cui i due materiali si raccolgono insieme, la carta della cioccolata può essere gettata negli appositi contenitori. Se l’alluminio è invece abbinato al vetro, la confezione va smaltita insieme alla plastica: questo perché la percentuale di alluminio presente nel poliaccoppiato è piuttosto bassa.

In alcuni casi le uova sono avvolte da TNT, il cosiddetto tessuto non tessuto, che va buttato nell’indifferenziata.

COME SMALTIRE LA CONFEZIONE DI COLOMBA
Le stesse regole sul poliaccoppiato valgono anche per le confezioni di colomba, specie quelle artigianali solitamente avvolte nella carta plastificata. Per quanto riguarda i prodotti da supermercato, invece, è opportuno separare il cartone della confezione esterna dalla plastica che avvolge il dolce.

AQUILONE O CARTA DA REGALO: COME RIUTILIZZARE LA CARTA DELLE UOVA
Il poliaccoppiato di alluminio e plastica è un materiale piuttosto resistente. Può essere smaltito correttamente nei raccoglitori per la plastica ma può essere anche riutilizzato, sotto diverse forme. Un’idea è quella di riciclarlo come carta da regalo, per impacchettare un dono o anche per creare una coccarda. Considerato che si tratta spesso di involucri molto colorati, un’altra soluzione potrebbe essere quella di riutilizzarli per costruire un aquilone: basterà munirsi di bastoncini, colla e filo di nylon e seguire qualche tutorial sul web. Il foglio di poliaccoppiato può essere riutilizzato infine per avvolgere un cartoncino quadrato e rettangolare, da usare come segnalibro.

IMBALLAGGI IN PLASTICA E ALLUMINIO: ASSEGNATI GLI OSCAR 2014
Il 9 aprile l’Istituto italiano imballaggi ha assegnato i cinque Oscar 2014 ai prodotti dalla confezione più sostenibile. Cinque i vincitori di questa edizione dedicata al quality design: Refilly, la confezione “ricaricabile” di Illy Caffè; Helix, il tappo di sughero di Amorim Cork Italia; Twist Can, la lattina in acciaio di New Box; il TetraTop di Tetra Pak; Darfresh in contenitore per cibo di Sealed Air.

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