Autonomia e Democrazia in Valle d’Aosta: à la carte!

San Rifiuto Conferito

COMUNICATO STAMPA

AOSTA, 19 dicembre 2013In Consiglio Valle ieri mattina si è consumata una delle pagine più brutte della Democrazia e dell’Autonomia della Valle d’Aosta.

Quattro ore di discussione per capire che, per la maggioranza, la volontà popolare non conta nulla e che l’autonomia è un tram da cui salire e scendere a seconda della convenienza.

D’altronde qualche sospetto l’avevamo avuto, vista la velocità con la quale si sono messe in atto le politiche per attuare l’esito del referendum e dato l’entusiasmo con il quale sono stati accolti i nostri suggerimenti! Abbiamo letteralmente pregato affinché Paul Connett venisse ascoltato in Commissione, e tutti ricordiamo il recente convegno da noi organizzato e “snobbato” dagli amministratori locali, dall’alto del nostro 46% di raccolta differenziata!

La domanda che poniamo è semplice e chiara: come si fa a sostenere che si vuole rispettare la volontà dei cittadini espressa il 18 novembre 2012 e garantire la tutela della loro salute e allo stesso tempo non approvare la mozione presentata ieri in Consiglio? Mozione che impegnava il governo regionale a ribadire, in maniera “costituzionale” il NO ai trattamenti a caldo e chiedeva alla Commissione competente di dare il via alla revisione della legge regionale sui rifiuti (n. 31 del 2007), esplicitando con criteri chiari il divieto di bruciare i rifiuti, eliminando l’incompatibilità costituzionale e garantendo ai cittadini costi sostenibili per la Tares e le tassazioni prossime venture.

Al contrario, le affermazioni vaghe date in Consiglio ieri dall’Assessore Bianchi circa “l’utopia di escludere nella maniera più assoluta la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamento a caldo” sono un insulto alla all’esito referendario.

L’ambigua autonomia sbandierata dal Capogruppo UV, Ego Perron rispetto alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Valle d’Aosta grazie al pirogassificatore “ la nostra scelta era all’avanguardia e rispettosa delle tradizioni della Valle d’Aosta” ci lascia sbigottiti e senza parole. Di quale tradizione parla? Quella di bruciare i rifiuti peggiorando l’aria che respiriamo e la qualità della vita dei Valdostani?

Ieri abbiamo avuto modo di capire chiaramente che la maggioranza fa un doppio gioco subdolo. Proclama a gran voce il rispetto della volontà popolare e al contempo ripropone un modello per lo smaltimento dei nostri rifiuti già bocciato in sede referendaria. Soluzioni che non sono dettate né dal buonsenso né da criteri di economicità, né tantomeno dall’esercizio di buone pratiche sostenibili già attuate in altre regioni.

Cari Valdostani, non rassegniamoci, come troppe volte in passato, alle decisioni prese sulla nostra pelle! Per la nostra salute, l’ambiente e le nostre tasche, questa è la battaglia di tutti e ognuno deve fare la sua parte.

 

 

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Comunicato Stampa

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COMUNICATO STAMPA

Sentenza Corte Costituzionale

Non cambia nulla, i valdostani si sono espressi chiaramente

La Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge regionale modificata dopo il Referendum del 18 novembre 2012.

In realtà non cambia nulla perché i cittadini valdostani si sono espressi molto chiaramente, non vogliono che i rifiuti siano trattati a caldo. La Regione può tranquillamente rispettare l’esito mettendo finalmente in atto i metodi ampiamente sperimentati di trattamento a freddo che potrebbero portare la Regione Valle d’Aosta ad essere la prima Regione Italiana a Rifiuti Zero.

Dalla lettura della sentenza si desume che non vi è incompetenza assoluta della Regione Valle d’Aosta, la quale, per tutelare la salute dei cittadini, può dettare criteri più restrittivi di quelli indicati dallo Stato.

Il motivo per cui è stata dichiarata illegittimità costituzionale della norma è che la legge regionale impugnata preclude allo Stato la possibilità di individuare delle zone dove eventualmente localizzare impianti di preminente interesse nazionale. Sempre dalla lettura della sentenza, però, si evince che la Regione può vietare la localizzazione nel proprio territorio di impianti di interesse regionale (quale era il pirogassificatore) e può indicare i criteri per un’eventuale localizzazione, da parte dello Stato, di impianti di incenerimento di interesse nazionale.

Per questi motivi siamo fiduciosi che la Regione, come ha dichiarato dal 18 novembre in poi, nel rispetto della volontà popolare, metterà in essere tutti i progetti per portare la Valle verso una corretta gestione dei rifiuti che i cittadini valdostani continuano fortemente a volere.

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