Questo Referendum s’ha da fare!

Il 18 novembre si vota!

La commissione referendaria l’ha giudicato ammissibile, abbiamo raccolto le firme, il Consiglio Regionale ha deciso il 18 novembre 2012 come data, il ricorso presentato al Tar è finito con il tribunale che si è dichiarato incompetente, il ricorso al giudice ordinario è finito in quattro ore. (giustizia Speedy)  Il giudice Paolo de Paola ha riconosciuto che “la proposta di legge non esula dai limiti della legge regionale”, cioè parla di rifiuti tout court e non di programmazione in tema di rifiuti, materia sulla quale non si possono fare referendum. Inoltre il giudice ha riconosciuto come la materia del referendum riguarda direttamente la salute, nei confronti della quale le Regioni possono intervenire con vincoli più stretti di quelli statali.

Insomma, riguarda la nostra salute, riguarda tutti, siamo competenti a decidere che futuro vogliamo.

Fatti un regalo: vai a votare! 🙂

 

 

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Ilva, tumori in aumento anche del 419%

Leggete questo agghiacciante resoconto. Per quale motivo dovremmo rischiare qualcosa di simile?

Repubblica 22 ottobre 2012

I dati dello studio “Sentieri” sulla mortalità e le malattie collegate alla qualità dell’aria: nelle donne maxi-aumento delle malattie mortali. Allarme anche per i bambini. Allerta diossina. Clini: “Scorretto trasferire i dati che riguardano la storia sanitaria di decenni alla situazione attuale”. Identica l’osservazione dell’azienda

di MARIO DILIBERTO


  • TARANTO – La mortalità a Taranto è più alta rispetto al resto della regione del 14 per cento per gli uomini e dell’8 per cento per le donne (in media l’11 per cento in più), mentre rispetto al resto della provincia si ammalano di tumore il 30 per cento in più degli uomini e il 20 per cento in più delle donne. Sono i dati contenuti nel Progetto Sentieri dell’Istituto superiore della sanità sui siti inquinati relitivi agli anni 2003-2009. Nelle donne l’incidenza dei tumori è più alta con dati che oscillano tra il 24 e il 100 per cento, mentre per gli uomini rispetto alla media della Regione le possibilità di morire di tumore aumentano fino al 419 per cento. E nei bambini crescono le malattie nel primo anno di vita e la mortalità. “Dai risultati presentati emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto”, scrive il ministero della Salute.

Una situazione ‘scandalosa’ denunciano gli ambientalisti; è “scorretto trasferire i dati che riguardano la storia sanitaria di decenni alla situazione attuale dell’Ilva”, precisa il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Un concetto ribadito dall’azienda in una nota in cui

sottolinea: “I dati dello studio Sentieri esposti oggi dal Ministro Balduzzi richiedono un’attenta e approfondita analisi. Da una prima lettura emerge una fotografia che rappresenta un passato legato agli ultimi 30 anni e non certo il presente”. Lo afferma l’Ilva in una nota, annunciando nei prossimi giorni un incontro con la stampa. Per Renato Balduzzi “si deve fare di più”.

L’ALLARME SANITARIO – Si apre dunque con un serio allarme la settimana cruciale per il futuro dello stabilimento Ilva. Dovrebbe infatti essere questione di ore la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’esercizio dell’attività industriale, che potrebbe avvenire martedì 23 ottobre facendo entrare in vigore il testo, approvato con molte osservazioni e critiche, dalla Conferenza di servizi il 18 ottobre scorso. Intanto il ministro della Salute Renato Balduzzi ha incontrato le associazioni ambientaliste per presentare lo studio compiuto dall’Istituto superiore della sanità con l’Oms, denominato progetto Sentieri, che si riferisce ai dati aggiornati al 2009 sull’analisi della mortalità, del biomonitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualità dell’aria. Il più 11 per cento si riferisce all’eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia. Si tratta di un dato ricavato dalla media tra l’eccesso di mortalità del 14 per cento registrato tra gli uomini e quello dell’8 per cento rilevato nelle donne nel periodo tra il 2003 e il 2009.

GLI UOMINI – Per gli uomini l’eccesso di mortalità per tutte le cause nel periodo che va dal 2003 al 2009 rispetto alla media regionale è del 14 per cento. Per tutti i tumori è più 14, per cento malattie circolatorie 14 per cento, malattie respiratorie c’è un eccesso del 17 per cento, per i tumori polmonari si raggiunge il più 33 per cento e c’è un  più 419 per cento di mesoteliomi pleurici. Rispetto al resto della provincia, invece, per gli uomini che vivono tra Taranto e Statte si registra un più 30 per cento di tumori. Nel dettaglio c’è un più 50 per cento del tumore maligno del polmone, più 100 per cento per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica), più 30 per cento per il tumore della vescica e per i tumori della testa e del collo, più 40 per cento per il tumore maligno del fegato, del 60 per cento per il linfoma non Hodgkin, del 20 per cento per il tumore maligno del colon retto e quello della prostata e al 90 per cento per il melanoma cutaneo.

LE DONNE –  Per le donne a Taranto invece è stato rilevato un eccesso di mortalità rispetto al resto della regione per tutte le cause nel periodo tra il 2003 e il 2009 dell’8 per cento. I decessi legati ai tumori sono più 13 per cento, per le malattie circolatorie più 4 per cento, per i tumori polmonari più 30 per cento e per il mesotelioma pleurico più 211 per cento. In particolare, rispetto però stavolta ai dati della provincia nel sito di Taranto e Statte si registra un incremento totela dei tumori del 20 per cento e nello specifico dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%).

I BAMBINI – I bambini si registrano incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita. Inoltre nel vertice gli esperti hanno confermato un aumento della mortalità.

DIOSSINA – I livelli di diossina nel sangue degli allevatori di masserie nelle vicinanze dell’Ilva di Taranto sono “consistentemente più elevati di quelli osservati a distanze maggiori”. Anche questo emerge dallo studio di biomonitoraggio tra gli allevatori che hanno lavorato presso masserie dislocate nel territorio della provincia di Taranto, nato nell’ambito del programma strategico nazionale Ambiente e salute sostenuto dal ministero della Salute. I campioni di sangue sono stati raccolti dalla Asl di Taranto nel periodo novembre-dicembre 2010. Le determinazioni analitiche, condotte presso l’Iss, hanno riguardato la concentrazione nel sangue di diversi metalli, diossine e policlorobifenili (Pcb). Secondo il ministero della Salute, il dato emerso entro il raggio di 15 km di distanza dagli impianti dell’Ilva, è “coerente con i risultati del monitoraggio alimentare condotto dalla Asl, che ha rilevato in questa area numerose situazioni di non conformità rispetto ai limiti di legge”. E ancora: “I livelli di diossine e Pcb rilevati negli allevatori non comportano un pericolo per la salute delle singole persone che hanno partecipato allo studio, ma evidenziano l’estensione delle ricadute delle emissioni del polo industriale che subiscono una diluizione con l’aumentare della distanza. Per quanto riguarda i metalli, non ci sono elementi di preoccupazione, nè relazioni dirette con la distanza dal polo industriale”. Per alcuni metalli (in particolare manganese, ma anche arsenico, cadmio e piombo) i livelli nel sangue degli allevatori corrispondono a quelli medio-alti della popolazione italiana.

IL MINISTRO BALDUZZI: UN PO’ SORPRESO – “Sono rimasto un pochino sorpreso – ha commentato il ministro della Salute – la mia sensazione è che a questo punto si debba fare di più, ma penso anche che l’Aia possa essere un punto di svolta”. “Quello che abbiamo chiesto – ha poi spiegato Balduzzi – è stato inserito nell’autorizzazione. Nel giro di un anno, sulla base dei monitoraggi, penso che si dovrà fare un riesame della situazione. Un anno mi sembra un periodo adeguato per le prime valutazioni”. Il Ministero della Salute – ha affermato – “è andato al tavolo per l’Aia per l’Ilva con i dati aggiornati e ha chiesto e ottenuto che nel provvedimento venissero inserite anche le prescrizioni sanitarie insieme a quelle ambientali”. Balduzzi ha poi definito l’Aia rilasciata all’Ilva “sufficiente perché siamo riusciti a combinare l’aspetto ambientale con quello della salute. Io non posso opporre la salute al lavoro. La salute è senz’altro fondamentale ma anche rimanere senza lavoro ha poi conseguenze sullo stato della salute”. Il fatto che l’Aia all’Ilva tenga presente l’aspetto ambientale e quello sanitario può essere, per Balduzzi, “un punto di svolta considerate le diverse situazioni che abbiamo nel nostro Paese. Noi abbiamo chiesto al tavolo dell’Aia che ci fosse la connessione dei due aspetti ma la legge regionale della Puglia sul danno sanitario ci ha anche aiutato percché ha dato fondamento giuridico a quest’inpostazione”. “I dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano quelli già’ circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per intervenire”, è stato invece il commento dell’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Ettore Attolini, dopo l’incontro con il ministro.

VERTICE A BARI CON CLINI
 – Clini e Balduzzi domani saranno a Bari dove parteciperanno a una tavola rotonda sul “Caso Ilva” dopo l’illustrazione della relazione al Parlamento sulla gestione dei rifiuti nella Regione Puglia, elaborata dalla commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella. Oggi e domani l’Ilva è anche al centro di due appuntamenti giudiziari. In Tribunale l’udienza sull’appello presentato dalla Procura di Taranto per far sospendere l’immediata esecutività dell’ordinanza del Tribunale del 28 agosto con la quale, tra l’altro, venne disposto il reintegro del presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, nella funzione di custode giudiziario degli impianti sequestrati. L’appello è stato proposto in attesa della decisione sul ricorso presentato in Cassazione dalla procura contro la stessa ordinanza. Domani il Tribunale del riesame esaminerà il ricorso dei legali dell’Ilva contro il secondo no del gip Patrizia Todisco alla rimessione in libertà di Emilio Riva, del figlio Nicola e dell’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, tutti agli arresti domiciliari dal 26 luglio nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici dell’azienda.

I VERDI: “AVEVAMO RAGIONE” – “I dati confermano la drammaticità della situazione. E’ molto grave che vengano presentati in ritardo, dopo che si è concluso l’iter per l’Aia all’Ilva”. commenta il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. Che ha ricordato di essere stato querelato dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, perché si riteneva avesse manipolato i dati e diffuso notizie false: “Ma il punto – ha detto il leader dei Verdi – è che i dati che noi abbiamo fornito hanno un’entità minore rispetto a quelli forniti dal ministro Balduzzi, che sono ancora più gravi. Ora chiediamo che l’Aia licenziata in Conferenza dei servizi si riapra e si consideri il danno sanitario perché qui la gente, i cittadini di Taranto, meritano e pretendono di avere una città pulita in cui non ci si debba ammalare”.

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Avviso importante riguardante le bandiere

La norma che disciplina la campagna elettorale è la Legge 4 aprile 1956, n. 212. All’art. 9 effettivamente vieta “i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda” e fissa le sanzioni.La Corte Costituzionale, però, con una sentenza del 1995 (la n. 161) sembra proprio aver creato un precedente rispetto all’irragionevolezza di tale norma. Nella sentenza, infatti, la Corte fa un’importante distinzione, in materia di pubblicità negli ultimi 30 giorni dalla data del voto, tra le campagne elettorali da quelle referendarie.


In pratica la sentenza sostiene che le rigide limitazioni per lo svolgimento della pubblicità hanno ragione di esistere in campagna elettorale, cioè per le elezioni politiche e amministrative, per evitare che i cittadini, nei trenta giorni che precedono le elezioni, ricevano insistenti slogan e messaggi pubblicitari che potrebbero “suggestionare”(par condicio). Invece, per la campagna referendaria è diverso perché qui i messaggi pubblicitari tendono ad essere brevi proprio per la natura binaria del quesito (sì/no). La sentenza dice che, quindi, “queste rigide limitazioni alla pubblicità nel caso del referendum, possono ridurre, oltre la ragionevolezza, gli spazi informativi e di promozione”.

Qui sotto un link dove è reperibile il testo della sentenza per intero:
http://old.radicali.it/search_view.php?id=19497&lang=&cms=
In più, cercando precedenti su internet ho trovato vari articoli sull’argomento e ho scoperto che, in diverse occasioni (come, ad esempio, per il referendum del giugno 2011), i vari comitati e i cittadini si siano appellati proprio a questa sentenza per mantenere fino all’ultimo le bandiere esposte.
Ad esempio:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/rivolta-a-reggio-contro-le-bandiere-vietate-riempito-il-centro-la-espone-anche-il-parroco/112809/

Noi la bandiera la lasciamo dov’è.

A questo punto ognuno decida come fare. Molti cittadini ci hanno confermato che terranno esposte le bandiere comunque.

Osserviamo d’altronde che nelle precedenti consultazioni referendarie nazionali (ricordiamo i referendum del 2011) i Comuni valdostani non sono mai intervenuti per chiedere la rimozione di eventuali bandiere. 

In ogni caso, a tutti coloro che le toglieranno, chiediamo di sostituirla con una bandiera o un drappo bianco come simbolo della difesa della libertà di espressione e della volontà di dire Sì alla salute.
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Calendario 22-28 ottobre incontri ed eventi

Di seguito pubblichiamo il calendario settimanale degli incontri e degli eventi. Con uno sforzo enorme da parte di tutto il Comitato per il Si riusciamo ad effettuare incontri in TUTTI i 74 comuni valdostani. Se avete delle richieste precise non esitate a contattarci, commentando questi post, su facebook o sulla nostra mail vallevirtuosa@gmail.com.

VI ASPETTIAMO!

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