Audizioni

Venerdi 24 febbraio Fabrizio Roscio, presidente di ValleVirtuosa ha spiegato, ancora una volta, quali sono le alternative al piro. In questa occasione davanti alle commissioni riunite III eV in Regione le quali devono valutare la proposta di legge di iniziativa popolare per la quale abbiamo firmato prima di Natale.
Il giornale titola opposte speranze, in relatà sono opposte visioni del bene pubblico!
Pirogassificatore, opposte speranze

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Risposta di ValleVirtuosa a Elso Gerardin

Egregio Presidente Elso Gerandin,
la scrivo per esprimerle il mio disappunto in merito alle dichiarazioni da lei rilasciate il giorno 15 febbraio 2012 a La Stampa.
Mi domando come un amministratore con un curriculum come il suo:
Eletto presidente del Consiglio permanente degli enti locali (Cpel) nel luglio del 2008, il 20 luglio 2010 è stato riconfermato alla guida degli enti locali della Valle d’Aosta.
E’ Amministratore locale dal 1980.
Ha svolto il ruolo di Sindaco del Comune di Brusson dal 1990 al 2005. Dal 2005 al 2010 ne è stato Vicesindaco ed è attualmente Assessore alle Grandi manifestazioni e alla Comunità montana. Nel giugno del 2010 è stato riconfermato alla presidenza della Comunità montana Evançon, dopo aver già svolto un primo mandato dal 2005 al 2010.
Nell’ambito dell’organizzazione del Cpel e del Celva, dal 2005 al 2010 è stato referente del Dipartimento Affari istituzionali e riforme.
che, per giunta è stato per cinque anni referente del dipartimento Affari Istituzionali e Riforme all’interno del Cpel, possa ignorare che, in Valle d’Aosta, le Proposte di Legge Popolari devono essere sottoscritte da almeno il 5% degli elettori (in cifre almeno 5250). Il Sig. Marco Grange, in qualità di Primo Firmatario, rappresenta più di 7000 cittadini, circa 8 volte la popolazione di Brusson e come tale si merita almeno la considerazione che lei riserva ai suoi colleghi Sindaci.
Come Presidente del Consiglio del Cpel Lei dovrebbe anche avere le idee più chiare su ciò che il Cpel approva:

  • il termovalorizzatore approvato nel 2008 era un inceneritore a griglia con la capacità di smaltire 84.000 t/anno di rifiuti. Era così grande che per alimentarlo sarebbe stato necessario riesumare i rifiuti seppelliti nella discarica di Brissogne. Il progetto voluto da Caveri era così ipertrofico ed inquinante che la Giunta Rollandin appena insediata lo aveva cancellato perché lo aveva ritenuto dannoso per la salute dei cittadini e del territorio;
  • il pirogassificatore da voi approvato il 15/02/2012 è un inceneritore così innovato da essere sperimentale. Il pirogassificatore, per intenderci l’inceneritore voluto da Rollandin, se funziona, dovrebbe poter trattare “solo” 60.000 t/anno di rifiuti producendo ben il 30% di inquinanti in meno del termovalorizzatore. Una macchina speciale, fatta su misura per la Valle d’Aosta.


Il primo impianto a caldo, quello che avete approvato nel 2008, era insostenibile, il secondo, quello approvato dal Cpel in questi giorni è il 30% meno insostenibile, un toccasana!
Per il futuro, per non fare altre brutte figure, le consiglio di porre un po’ più di attenzione alle cifre ed al tipo di trattamento a caldo di cui parla; sebbene siano tutti intrinsecamente inefficienti, antieconomici e dannosi per la salute e l’ambiente, non sono tutti uguali, alcuni sono semplicemente meno peggiori di altri.
Distinti Saluti
Paolo Meneghini uno degli 7019 firmatari.


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Lettera al Presidente Napolitano

ValleVirtuosa ha indirizzato una lettera aperta al Presidente della Repubblica. Ecco il testo integrale.

Al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
Piazza del Quirinale
00187 ROMA
Oggetto: Lettera aperta al Presidente della Repubblica sul ricorso A.N.I.D.A., con il quale è richiesto l’annullamento della deliberazione della Commissione regionale valdostana per i procedimenti referendari, in data 20/09/2011, che stabilisce l’ammissibilità della proposta di legge di iniziativa popolare da sottoporre a Referendum propositivo, inerente la gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta.
Signor Presidente,
ci rivolgiamo a Lei sia per il suo ruolo di garante del rispetto dei principi costituzionali, sia poiché l’istituzione da lei rappresentata è stata chiamata a pronunciarsi in sede giudiziaria: l’A.N.I.D.A., Associazione Nazionale Imprese Difesa Ambiente, aderente a Confindustria, ha presentato ricorso alla Presidenza della Repubblica per annullare e bloccare l’iter del Referendum propositivo, inerente la gestione dei rifiuti, attualmente in fase di regolare svolgimento in Valle D’Aosta.
Siamo un gruppo di un centinaio di persone tra amministratori comunali e cittadini valdostani. Nella primavera del 2011 abbiamo dato vita al Comitato Valle Virtuosa, oggi Associazione, che si occupa del tema dei rifiuti e della loro gestione, in relazione al territorio valdostano e con particolare riferimento alla tutela della salute.
In Valle d’Aosta i rifiuti sono stati smaltiti per anni, e tuttora lo sono, in una discarica situata nel comune di Brissogne, nei pressi di Aosta, dove vengono conferiti i rifiuti solidi urbani dell’intera Valle. La raccolta differenziata si attesta al 41,6% (dato relativo al 2010).A tutt’oggi non si attua sul territorio regionale il compostaggio organizzato, per cui la parte umida dei rifiuti (circa il 20% del totale) viene conferita in discarica, che è in esaurimento. L’Amministrazione regionale valdostana ha quindi provveduto, emanando un bando di gara per la realizzazione di un pirogassificatore. Tale impianto è equiparato, sia dal punto di vista normativo, sia da quello tecnico, ad un inceneritore: si tratta di trattamento a caldo dei rifiuti con inevitabili emissioni inquinanti nell’ambiente (gas, polveri, fanghi e residui pericolosi). E’ una soluzione che noi riteniamo sbagliata, perché, oltre a non consentire il raggiungimento degli obiettivi di legge, non permette di attuare modalità gestionali e di utilizzare tecnologie più rispettose della salute; inoltre, ostacolerebbe una migliore gestione dei rifiuti, basata sul recupero di materia, anziché di sola energia.
Come ben noto, in tema di rifiuti il legislatore europeo ed italiano ha chiaramente indicato la gerarchia: Riduzione, Riuso, Riciclo, Recupero queste le 4 R che rappresentano l’ordine di priorità stabilito dalla legge. Si è mosso su questa linea anche il legislatore locale quando ha recepito l’obiettivo del raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro la fine del 2012.
Ma impianti quali inceneritori e pirogassificatori, specie se sovradimensionati rispetto alle esigenze di un territorio, compromettono gravemente la possibilità di rispettare quegli obiettivi di legge. Il pirogassificatore valdostano è progettato per 59.500 tonnellate di rifiuti annue, ma se si rispettasse la normativa vigente, recuperando anche la frazione umida dei nostri rifiuti, si otterrebbe sin d’ora una quantità inferiore a 25.000 t/annue, che renderebbe la realizzazione dell’impianto non appetibile dal punto di vista economico. Un piano regionale di riduzione dei rifiuti, a tutt’oggi mancante, diminuirebbe ulteriormente la frazione residua da smaltire.
Una volta realizzati con enormi costi a carico della comunità, gli impianti a caldo devono funzionare a regime, quindi richiedono ingenti quantità di rifiuti. Una logica a nostro parere assurda, dannosa per la salute pubblica e incongruente rispetto agli obiettivi di legge. In riferimento al territorio valdostano occorre poi sottolineare che l’impatto di un impianto di incenerimento sarebbe ben più dannoso che altrove, poiché la conformazione geo-morfologica della vallata centrale non consente la dispersione degli inquinanti ed inoltre, il fenomeno climatico dell’inversione termica invernale schiaccia sul fondo valle lo smog aggravandone l’effetto. Questo il motivo per cui la Commissione europea, nella Guida per la gestione dei rifiuti in aree di montagna (2000), raccomanda di evitare i trattamenti a caldo nelle aree montane.
Tra maggio e giugno 2011, Valle Virtuosa ha promosso una petizione che ha raccolto 11.000 firme di valdostani preoccupati dalla prospettiva indicata dall’Amministrazione regionale. Tuttavia, nonostante il numero elevato di firmatari (la Valle conta in tutto 125.000 abitanti) l’Amministrazione non ha mai accettato di dar seguito alla richiesta di un confronto super partes, condotto con metodi scientifici, che permettesse di comparare oggettivamente il pirogassificatore con i sistemi a freddo (trattamenti meccanico-biologico e compostaggio), questi ultimi adottati con successo in numerose località italiane quali, ad esempio, il consorzio TV2-TV3 in provincia di Treviso, la provincia di Lucca e quella di Ancona.
Perciò Valle Virtuosa ha intrapreso la via della proposta di legge di iniziativa popolare da sottoporre a referendum propositivo, al fine di modificare la l.r. 31/2007, in materia di gestione dei rifiuti, chiedendo di non realizzare impianti di smaltimento a caldo, bensì di migliorare la gestione e di utilizzare solo trattamenti meccanici e a freddo, più adatti al contesto locale e con minori emissioni.
Il quesito referendario è stato dichiarato ammissibile con deliberazione della Commissione regionale valdostana per i procedimenti referendari (composta dai Proff. Alfonso Di Giovine, Mario Dogliani e Michele Antonio Fino), in data 20 settembre 2011, che ha individuato la tutela della salute come principale principio ispiratore della proposta di legge. Si è quindi attivata la raccolta delle firme necessarie: 7.369 firme autenticate (2.000 in più di quelle richieste) sono state dichiarate valide dalla Presidenza del Consiglio regionale valdostano (Verbale pubblicato sul BUR del 24/01/12).
L’iter procede quindi regolarmente, ma c’è chi lo vuole fermare. L’Asso-Consum Onlus, “associazione per la difesa dei consumatori e dell’eco-ambiente”, esterna alla Valle, è ricorsa al TAR valdostano nel novembre scorso. Successivamente interviene l’A.N.I.D.A, che presenta il ricorso a Lei indirizzato.
All’A.N.I.D.A. aderiscono le maggiori imprese costruttrici di impianti di incenerimento, tra le quali la Gea srl. e la Rea Dalmine spa, che compongono insieme ad altre aziende l’unico raggruppamento temporaneo di imprese rimasto in lizza nella gara dell’appalto da 225 milioni di euro per la costruzione del pirogassificatore valdostano. Si tenga conto che L’A.N.I.D.A ha presentato nel 2008 il Piano Nazionale Termovalorizzatori, un piano industriale con cui punta alla costruzione di 50 impianti in tutta Italia da qui al 2020, con un investimento di 10 miliardi di euro …
Signor Presidente, l’A.N.I.D.A tramite il ricorso a Lei rivolto dichiara di voler tutelare gli interessi di categoria dei suoi associati, ma tale richiesta porta a limitare e a sospendere il diritto di una comunità ad esprimersi su una questione cruciale per il proprio futuro. Il pur legittimo interesse privato delle imprese aderenti ad A.N.I.D.A viene a collidere con il diritto dei cittadini valdostani all’esercizio del Referendum propositivo, previsto dal loro Statuto Speciale, per la difesa del bene comune e della tutela della salute.
All’indomani della storica sentenza Eternit, chiediamo con forza che la difesa della salute sia la prima ratio ispiratrice del legislatore e delle scelte della politica. E che, a parità di efficacia e praticabilità delle tecnologie, sia sempre preferita quella meno inquinante e più rispettosa della salute dell’uomo e dell’ambiente, nell’esclusiva ottica del bene comune. Il rispetto del principio di precauzione deve far prendere in seria considerazione i ripetuti allarmi diffusi da una parte della comunità scientifica sulla pericolosità di scelte tecnologiche che aumentano gli inquinanti in atmosfera. Perché si possano intraprendere le scelte giuste fin da subito e non quando, purtroppo, è ormai tardi ed i danni non più riparabili.
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Che fine fa la plastica raccolta?

Ecco cosa emerge a fare domande!!!


ALPE: LA PLASTICA RACCOLTA 
IN BUONA PARTE NON VIENE RICICLATA 

Bertin: “Una beffa per i cittadini virtuosi: la Valle d’Aosta è prima 

per quantità di plastica raccolta, 

ma la qualità è scarsa, viene recuperata solo in minima parte e la 

Regione non percepisce alcun contributo” 



AOSTA, 8 febbraio 2012 – I dati che escono dall’assessorato 

all’ambiente sulla raccolta rifiuti nella nostra regione sono, in 

genere, autocelebrativi e nascondono le criticità. I numeri che 

riguardano la raccolta della plastica sono emblematici: si sottolinea 

sempre la grande quantità che finisce nei cassonetti della raccolta 

differenziata (oltre 22 Kg pro capite, il valore più alto in Italia), 

ma nulla si dice su quanto di questa plastica viene davvero 

recuperato. 

La questione è fondamentale per vari aspetti. A un maggiore recupero 

degli imballaggi corrispondono maggiori contributi da parte del CONAI, 

il Consorzio nazionale imballaggi e un minor costo per lo smaltimento 

degli imballaggi non conformi. 

«È dunque fondamentale», sottolinea il consigliere Albero Bertin, che 

ha rivolto un’interpellanza in merito all’assessore Manuela Zublena, 

«migliorare la qualità del materiale raccolto. Dall’assessore abbiamo 

infatti avuto dati sconfortanti. Di fatto», prosegue Bertin, «buona 

parte della plastica raccolta non viene riciclata, ma finisce 

direttamente in impianti di smaltimento. Una vera beffa per i 

cittadini virtuosi, attenti a differenziare i propri rifiuti. Oggi 

abbiamo appreso che la loro fatica è quasi del tutto inutile. Inoltre, 

una grave conseguenza è la perdita, da parte delle Regione, di decine 

di migliaia di euro come mancati contributi e come maggiori costi di 

smaltimento. È necessario intervenire in maniera radicale. Forse, 

però», conclude Bertin, «si attende che risolva tutto il 

pirogassificatore-inceneritore, al quale tanto materiale plastico non 

recuperato farebbe davvero comodo».

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RIFIUTI VDA ECCO LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE NAZIONALE

Torino, 2 febbraio 2012 Comunicato Stampa

RIFIUTI VDA
ECCO LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE NAZIONALE

“Se l’Assessore Zublena cerca di mettere il nostro Circolo locale contro Legambiente nazionale – esordisce Alessandra Piccioni, Presidente valdostana dell’associazione – lo fa solo per spostare l’attenzione dei cittadini dal fallimento delle politiche fin qui portate avanti dal suo assessorato nella gestione dei rifiuti”.
Le compostiere collettive, cui fa riferimento l’assessore nella sua lettera con cui attacca il Circolo, sono una iniziativa apprezzabile e condivisibile, caldeggiata insieme al compostaggio individuale dal Circolo stesso. Peccato che ad inizio 2012 lei stessa le definisca come “sperimentazione in Valle d’Aosta del compostaggio locale”: la realtà è che l’obiettivo del 65%, da conseguire entro la fine di quest’anno, anche se la statistica creativa può fare miracoli, resta lontano anni luce. L’elenco degli impegni tardivamente profusi e quello dei soldi spesi non mutano il risultato.

Arnaldo Cirillo, responsabile del Settore rifiuti Piemonte Valle d’Aosta, segnala: “La Valle d’Aosta non ha dimostrato in questi anni di saper impostare efficaci azioni volte al rispetto delle indicazioni europee, recepite con legge nazionale, riguardo alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata. Che si sia raggiunto il 40 o il 42% di RD, come afferma l’assessore, poco cambia. Altre realtà del nord Italia, pur con minor capacità organizzative e di spesa, hanno saputo raggiungere risultati ben più ragguardevoli. Inoltre, per molti settori merceologici, in VdA non vi è neppure corrispondenza tra le percentuali di raccolta e quelle di effettivo recupero a causa della scarsa qualità del materiale conferito. E’ di tutta evidenza che alla gestione del rifiuto da anni si è preferito anteporre l’aspetto del suo smaltimento”

“Le norme europee e nazionali – rincara la dose Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente e Vicepresidente nazionale – indicano una chiara gerarchia nella gestione del rifiuto: il trattamento termico deve riguardare solo le frazioni combustibili non altrimenti riciclabili che residuano da politiche di riciclaggio e prevenzione. La Valle d’Aosta, invece di inseguire ricette distorte fondate soprattutto sul recupero energetico, segua la strada delle migliori esperienze del nord Italia, come il Trentino Alto Adige o il Veneto che hanno già raggiunto il 60% di raccolta differenziata avviata al riciclaggio. Per farlo deve cominciare dal reale recupero della frazione organica che ha fin qui preferito conferire in discarica con evidenti impatti ambientali. Solo lavorando in questa direzione la Regione potrà raggiungere gli obiettivi di legge mancati finora, facendo rientrare la Valle d’Aosta nel panorama nazionale delle migliori esperienze di gestione integrata dei rifiuti”.

Rispetto alle frasi espresse dal Presidente nazionale di Legambiente e riprese dall’Assessore Zublena, lo stesso Vittorio Cogliati Dezza conclude: “Non è corretto estrapolare alcune frasi dal contesto in cui sono state pronunciate, anche perchè così si rende palese il tentativo maldestro di delegittimare il Circolo locale. Ma Legambiente è un’associazione nazionale che trae la sua forza dal radicamento territoriale, senza per questo perdere la coerenza delle sue posizioni. Piuttosto, sono rimasto molto stupito dallo spirito polemico che mi sembra animi l’Assessore all’ambiente, anche perchè continua a prendersela con un’associazione di volontariato che ha sempre cercato di aprire un confronto sui contenuti, e che in questo momento onestamente rappresenta la voce delle migliaia di cittadini valdostani che, attraverso una proposta di referendum contro la costruzione di un pirogassificatore in una regione che ne può fare a meno, le stanno chiedendo di cambiar rotta.”

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